Avevano messo su un vero mercato della droga, proponendo “menu” tramite messaggistica istantanea e spacciando in diversi punti della città. Un sistema che attirava consumatori anche da Comuni fuori Molfetta. Il gip del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Trani, ha adottato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 indagati disponendo che sei di essi siano sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere e otto alla misura degli arresti domiciliari, avendo riconosciuto gravi indizi di colpevolezza a loro carico in quanto dediti allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. Gli indagati hanno un’età compresa tra i 20 e i 50 anni, e vi sono anche tre donne. Sei sono finiti in carcere, otto ai domiciliari, con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti hanno interessato la città di Molfetta, ma anche Bari, Catanzaro, Siena e Brescia, e la provincia Bat (a Bisceglie).
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Modugno, dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, dal personale delle Sezioni di Intervento Operativo dell’11° Reggimento Puglia, nonché con il supporto dei reparti competenti per territorio, hanno eseguito questa mattina 23 maggio, su delega della Procura di Trani, l’ordinanza cautelare.
Secondo l’impostazione del pubblico ministero accolta dal gip, le indagini, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani e condotte nel periodo da marzo 2023 a gennaio 2024 dalla sezione operativa della Compagnia di Molfetta, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, perquisizioni e sequestri, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in merito alle attività illecite poste in essere dagli indagati nella vendita della droga commissionata anche da consumatori provenienti dai Comuni limitrofi.
Le indagini traggono origine da una preliminare attività di monitoraggio eseguita dalla polizia locale di Molfetta, all’esito della quale i successivi approfondimenti investigativi, demandati dalla Procura di Trani alla Compagnia carabinieri di Molfetta ed effettuati mediante tecniche di intercettazione e numerosi servizi di osservazione e pedinamento nelle aree interessate dagli eventi criminosi, permettevano di riscontrare una cospicua presenza di soggetti consumatori di droghe di ogni genere e in particolare cocaina, hashish e marijuana. Le cessioni avvenivano principalmente in prossimità di zone altamente frequentate, come la stazione ferroviaria, il centro storico, la villa comunale, nonché nelle vicinanze di esercizi commerciali.
Attraverso l’ulteriore azione investigativa è stato possibile accertare la presenza sul territorio di numerosi soggetti che, in concorso tra loro, avevano posto in essere una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, reperendo la droga da fornitori provenienti dal Comune di Bari.
La droga richiesta e poi ceduta, veniva chiamata con nomi convenzionali ed è stato possibile altresì documentare come l’attività di spaccio si svolgesse in forma itinerante, con una vera e propria “pubblicità” dello stupefacente tramite applicazioni di messaggistica istantanea. Gli acquirenti venivano informati del “menu” disponibile e del prezzario al grammo delle dosi in base al tipo di droga, concordando la consegna in luoghi prestabiliti. E nel “menu” la cocaina veniva chiamata con i nomi dei piatti della tradizione gastronomica italiana. Le indagini hanno accertato che gli indagati usavano nomi criptici per indicare la droga come “cioccolato” per l’hashish che diventata “il dry” o “Kinder” per particolari qualità dello stupefacente. Hashish e marijuana, inoltre, venivano consegnate in sella a bici elettriche. Gli arresti sono stati possibili anche grazie al “gruppo denominato “Piazze di spaccio”, interno alla Procura – spiega il procuratore capo di Trani, Renato Ninni – Consente di monitorare le zone in cui si concentra la vendita al dettaglio di sostanza stupefacente. Da qui deriva una sorta di mappatura delle aree di smercio ed è così possibile reperire informazioni e dati utili che, ovviamente, sono a disposizione di tutti i magistrati che svolgono indagini sullo spaccio”. “Attraverso le mappature, in modo periodico, riusciamo a colpire le singole piazze e chi vi opera”, continua Nitti. Nel caso dell’operazione che si è concentrata su Molfetta, sottolinea, “non abbiamo raccolto elementi per dire che c’è un’associazione tra gli indagati ma non possiamo neppure escluderlo soprattutto perché, statisticamente, è probabile che dietro a singoli episodi di spaccio ci siano gruppi criminali ben strutturati”. Gli accertamenti investigativi sono stati completati dai carabinieri che “hanno fornito un quadro indiziario sfociato nelle 14 misure cautelari”, conclude Nitti.







