Tentato omicidio nel centro di Corato, proprio nella zona della movida. Il colpi di pistola hanno raggiunto un ragazzo e una ragazza, e a lei è stata asportata anche la milza. Per l’agguato avvenuto il 6 marzo, finiscono ora in carcere due persone: sono marito e moglie, considerati responsabili della vicenda. In particolare – hanno ricostruito gli inquirenti – lui sarebbe stato alla guida del mezzo utilizzato dai sicari, lei invece sarebbe stata già presente sulla scena del crimine e avrebbe fornito indicazioni per l’esecuzione, dando il via libera all’agguato.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani ha accolto quindi la richiesta della Procura di Trani e ha adottato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti dei due soggetti, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del tentato omicidio di due giovani incensurati, avvenuto nella piazzetta Di Vagno a Corato.
La sera del 6 marzo una volante del Commissariato di polizia di Corato era intervenuta sul posto, per una segnalazione di due persone ferite da colpi d’arma da fuoco. Una volta lì, gli agenti avevano identificato due giovani: lui era stato colpito nella regione lombare in maniera non grave; lei invece presentava una ferita al fianco sinistro, e le sue condizioni apparivano preoccupanti. Perciò era stata trasportata in codice rosso al Policlinico di Bari, sottoposta poi a un intervento chirurgico per l’asportazione della milza.
Le indagini, immediatamente avviate dalla squadra mobile della Questura di Bari e dagli agenti del Commissariato di polizia di Corato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani, hanno consentito di acquisire elementi di prova – ritenuti solidi dal gip- nei confronti dei responsabili dell’azione di fuoco e di accertare che la giovane ragazza ferita era certamente estranea a qualsiasi contesto criminale e che era stata colpita per errore.
Il provvedimento cautelare eseguito all’alba del 26 maggio vede indagate cinque persone, ognuna delle quali con un preciso ruolo nella vicenda. In particolare, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il carcere per marito e moglie. Le indagini si sono svolte in un contesto di assoluta omertà, e numerosi sono stati i tentati di depistaggio delle indagini da parte dei testimoni che sono stati escussi e che sono stati deferiti per il reato di favoreggiamento personale. Determinante, per il buon esito delle indagini, lo studio dei tabulati e del traffico di celle telefoniche e telematiche, oltre che l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite nel corso delle investigazioni.
Sono in corso ulteriori approfondimenti da parte degli inquirenti al fine sia di identificare ulteriori soggetti coinvolti nell’agguato che di delineare il contesto in cui l’azione di fuoco è stata ideata (e, quindi, accertare il suo preciso movente) e posta in essere.







