Una presunta truffa basata su operazioni finanziarie che viaggiavano per lo più sulla rotta Bari, Inghilterra e Ungheria. Contratti di investimento fatti sottoscrivere attraverso raggiri da chi non era abilitato a farlo. Investimenti con rendimenti annuali che oscillavano dal 3 al 7 per cento, allettando guadagni facili. È quanto hanno scoperto i finanzieri di Bari che hanno eseguito un decreto di sequestro di beni disposto dal gip del Tribunale per un valore di sei milioni di euro. Sette gli indagati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata, abusivismo finanziario e autoriciclaggio.
Gli accertamenti sono iniziati dopo la denuncia presentata da due risparmiatori nonché clienti del gruppo e da alcune operazioni sospette che hanno spinto gli inquirenti ad approfondire le segnalazioni arrivate. Così è emerso che gli indagati avrebbero fatto sottoscrivere bond che garantivano il 6% annuo di interessi, coinvolgendo società estere non abilitate a quel tipo di operazioni.
Nel corso delle indagini è stata anche riscontrato che gli strumenti finanziari sarebbero stati intestati a una società inglese – priva di abilitazione ad operare in Italia – e il controvalore incassato, transitato su conti esteri, è stato poi reimpiegato, in parte, in attività economico – finanziarie aventi scopo speculativo. In particolare, è emersa la sottoscrizione di un contratto di sponsorizzazione, per un importo pari a circa 250.000 euro, a favore di una società calcistica lombarda.








