Trentadue richieste di condanna, comprese fra i 2 e i 20 anni di reclusione, sono state formulate dalla pm di Bari Silvia Curione al termine della requisitoria a carico di altrettanti imputati accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio anche con l’aggravante della cessione a minorenni, ricettazione e detenzione illegale di armi clandestine, violazione della sorveglianza speciale, estorsione aggravata, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, favoreggiamento personale, ricettazione, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, falsità ideologica, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, estorsione aggravata dal metodo mafioso, incendio aggravato dal metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Gioia del colle, che a febbraio scorso hanno eseguito le misure cautelari, a contendersi la piazza di spaccio di Turi negli ultimi anni sarebbero stati da una parte il clan Parisi, dall’altra gli Strisciuglio che anche dal carcere o dagli arresti domiciliari avrebbero gestito il business. Nell’indagine si sono registrate le frizioni tra i due gruppi criminali, decise dagli esponenti di primo piano delle rispettive organizzazioni mafiose: Michele Parisi, il defunto fratello del boss Savinuccio da un lato, e Davide Monti dall’altro, referente degli Strisciuglio. Ai loro ordini i carabinieri hanno ricostruito una rete di 50 spacciatori, in guerra tra loro per accaparrarsi il controllo degli affari illeciti. Si torna in aula il 17 ottobre per le difese e le parti civili.








