Droga, rapina ed estorsioni: 22 arresti in operazione antimafia nel Salento. “Usura a danno di imprenditori”

Gruppi ben organizzati, capaci di gestire il traffico di droga ma anche mettere a segno rapine ed estorsioni. Persone senza scrupoli che fingevano di aiutare imprenditori in difficoltà a cui chiedevano poi la restituzione del denaro prestato applicando tassi in interesse del 120 per cento annuo. È il profilo delineato dall’inchiesta denominata “Escape”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e condotta dai carabinieri, che questa mattina 19 novembre ha portato in carcere 18 persone e ai domiciliari altre quattro. Gli indagati, che complessivamente sono 55, rispondono a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, rapina, lesioni aggravate, usura, estorsione, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi e procurata inosservanza di pena.
Reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini sono iniziate dopo l’arresto di Sergio Notaro, esponente della Sacra corona unita (Scu) e morto 3 anni fa. L’uomo, vicino al gruppo criminale che fa capo a Giovanni De Tommasi e attivo a Squinzano, era ricercato per numerosi reati commessi tra il 2008 e il 2013 e fu rintracciato in una dépendance nelle campagne di Melendugno, dove si nascondeva da mesi. Dopo la sua cattura i carabinieri si sono concentrati sulla rete di persone che negli anni, hanno coperto o aiutato la sua latitanza. Hanno così scoperto che era legato non solo ai suoi uomini e a quelli di De Tommasi che l’avrebbero aiutato ma anche ai componenti di un altro gruppo attivo a Casarano. Durante la latitanza di Notaro, a reggere l’organizzazione sarebbe stato il figlio che oltre allo smercio di droga avrebbe coordinato attività illecite come usura, estorsioni, traffico di stupefacenti e rapine di cui avrebbe riscosso i proventi.
I militari hanno individuato i luoghi in cui veniva stoccata la droga come una sala giochi di Novoli, gestita da un 49enne e dalla sua compagna, oppure l’abitazione di una 42enne di Racale a cui oggi l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere dove è reclusa dal luglio scorso, quando è stata trovata con 80 chili di droga. Nei mesi delle indagini sono stati sequestrati 70 chili tra cocaina, hashish e marijuana e sono stati eseguiti diversi arresti come quelli di due cittadini albanesi trovati con 30 chili di sostanze stupefacenti, e di tre persone di Racale che ne avevano più di 30. Il gruppo, secondo l’accusa, aveva a disposizione pistole, mitra e fucili a canne mozze, che avrebbe usato “per esercitare controllo e intimidazione sul territorio”. Tra gli indagati c’è anche il presunto autore della rapina avvenuta a Trepuzzi l’8 settembre di sei anni fa ai danni di un noto avvocato penalista che fu, con la famiglia, preso in ostaggio da tre persone che incappucciate e armate, erano riuscite a portare via denaro e gioielli.

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