Una donna a processo per stalking, un’altra per calunnia, entrambe nei confronti dell’ex compagno. Nel primo caso, è finita davanti ai giudici una 33enne barese che assieme ad un 37enne avrebbe per anni minacciato e sottoposto ad un continuo stato di ansia, l’ex convivente e padre di sua figlia, una bambina che ora ha 5 anni. I guai sarebbero iniziati già a settembre 2023, con offese, pedinamenti, molestie e controlli, condizionandolo a tal punto da indurlo a non frequentare l’abitazione della nuova compagna, sotto la quale la coppia a processo si sarebbe anche fatta trovare.
Le molestie sarebbero aumentare ad aprile scorso, quando l’uomo aveva ottenuto l’affido della figlia: “Sei un verme, pagherai tutto, fai l’uomo che sei, sei un lurido schifoso, mi fai solo schifo, la pagherai molto cara”, alcune delle frasi rivoltegli. Anche il 37enne lo avrebbe minacciato, dicendogli: “Tu non sai chi sono io, fai attenzione, ti faccio fare una brutta fine, tua figlia non la vedi più”. E ancora, calunnie sul profilo Facebook, minacce telefoniche, anche mentre l’uomo era dai carabinieri per denunciarla, offese rivolte a lui e alla nuova compagna, fino a un tentativo di tamponarlo con l’auto.
Nel secondo caso, invece, a finire davanti al giudice monocratico Albenzio Ricciardiello è una 56enne del Barese che risponde anche di procurato allarme. A denunciarla era stato il suo ex marito, che la donna aveva accusato di averla aggredita, quando lui non era in casa, urlando e fingendo di essere in pericolo mentre era al telefono con i carabinieri. Tutto ciò mentre in casa c’era la figlia allora 13enne. L’uomo aveva dovuto spiegare la situazione ai militari intervenuti, sostenendo di essere preoccupato proprio per la figlia. Da qui la decisione di denunciarla. Nella prossima udienza, il 23 gennaio, saranno sentiti i testi della procura.








