Sono 16 le persone indagate per furti e rapine ai danni di attività commerciali, riciclaggio e ricettazione con l’aggravante della disponibilità di armi. I carabinieri della compagnia di Modugno hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di 10 misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura. L’operazione è stata eseguita dalle prime ore del 4 marzo, con il supporto del locale Nucleo cinofili, del personale dello squadrone eliportato “Cacciatori Puglia”, delle Api (Aliquote di primo intervento), del comando provinciale di Bari e dal Nucleo elicotteri di Bari. Per i 16 indagati vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza, in quanto ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere finalizzata ai furti e rapine ai danni di attività commerciali, riciclaggio e ricettazione, con l’aggravante della disponibilità di armi.
L’operazione, eseguita dai militari della Compagnia carabinieri di Modugno, scaturisce dall’indagine, condotta tra il 2022 e il 2023, che ha consentito di stabilire struttura, ruoli e compiti di un’associazione, composta complessivamente da 16 persone (6 sono indagate e in stato di libertà) dedita a reati contro il patrimonio. In particolare, le indagini hanno permesso di documentare che l’organizzazione si rendeva responsabile in soli 3 mesi, tra il 2022 ed il 2023, di diversi “colpi”, principalmente in danno di tabaccherie, gioiellerie e sale giochi; agiva con stratificata precisione, con compiti ben definiti per ciascun elemento. In particolare vi era un cosiddetto “gruppo d’assalto”, composto da individui le cui mansioni erano costanti e predeterminate, le quali agivano anche grazie al supporto di “vedette” incaricate di segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine, favorendone così la fuga. Inoltre, l’associazione individuava e avvicinava gli obiettivi a bordo di autovetture di provenienza illecita, sulle quali veniva trasportata attrezzatura (arnesi da scasso e cannello a gas) idonea per forzare le saracinesche di ingresso degli esercizi commerciali. In alcuni casi, in particolare nelle tabaccherie, venivano impiegate ceste da panettiere per agevolare il rapido trasporto della merce rubata. I proventi delle attività delittuose venivano poi immessi sul mercato.







