Dopo circa 4 mesi di indagini i carabinieri di Bari, coadiuvati dai colleghi di Napoli, sono riusciti a fare luce su una truffa commessa il 24 novembre scorso ai danni di un’anziana donna barese: in manette, quindi, sono finiti un 22enne e una 50enne. Entrambi napoletani. I due, adesso ristretti ai domiciliari, sono stati identificati grazie a un’analisi approfondita delle immagini di videosorveglianza che hanno consentito ai militari di riconoscerne volto e indumenti dei truffatori. Collaudato il loro modus operandi. Collaudato il loro modus operandi. L’anziana, infatti, ha raccontato ai militari di essere stata contattata al telefono da un finto nipote che la informava di serie difficoltà riscontrate dal padre nell’effettuare un’operazione all’ufficio postale. Problemi risolvibili con monili in oro da versare a garanzia. E così, di lì a poco, arrivava a casa della vittima un sedicente collaboratore, che recuperava gioielli dal valore complessivo di circa 100mila euro, per poi dileguarsi.
Stefano De Luise e Immacolata Salzano i nomi degli arrestati. Si sono mossi con “modalità insidiose” e “sofisticate”, come si legge nell’ordinanza del gip Giuseppe Ronzino. Sarebbero arrivati in Puglia con un’auto a noleggio e, dopo aver raggirato l’anziana al telefono (parlando “senza alcuna inflessione dialettale”, come ha denunciato la donna), si sarebbero fatti consegnare un orologio in oro bianco, sei bracciali in oro, spille, orecchini e anelli preziosi. Il colpo è stato messo a segno nel centro di Bari. I due, come rilevato dal gip, sono stati arrestati “mentre stavano ponendo in essere una condotta analoga ai danni di un’altra persona anziana”. Al colpo, ritengono gli inquirenti, avrebbero collaborato anche altri complici rimasti al momento ignoti. E data le “modalità della condotta”, il “contegno serbato” e la “particolare organizzazione messa a punto”, il gip ritiene verosimile il collegamento tra gli indagati e “articolate organizzazioni criminali deputate alla realizzazione di delitti analoghi”.








