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Home » Cronaca » L’ex assessore Alfonsino Pisicchio a processo per corruzione, la richiesta della difesa: “Regione non sia parte civile”

L’ex assessore Alfonsino Pisicchio a processo per corruzione, la richiesta della difesa: “Regione non sia parte civile”

diLa Redazione
29 Aprile 2026
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Pisicchio

© Riproduzione riservata

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È iniziato oggi, in Tribunale a Bari, il processo nei confronti dell’ex assessore regionale Alfonsino Pisicchio, del fratello Enzo e di altre otto persone imputate, a vario titolo, per corruzione, turbata libertà degli incanti, falso, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture false.

Nel corso dell’udienza il difensore di Alfonsino Pisicchio, Salvatore D’Aluiso, ha chiesto l’esclusione della Regione Puglia dalle parti civili (come già fatto in udienza preliminare, ma l’eccezione era stata respinta) in quanto, in seguito alla modifica del capo di imputazione, le condotte non sono più state contestate a Pisicchio per aver “abusato della sua qualità di assessore regionale”. Lo stesso legale ha anche sollevato delle eccezioni relative alla genericità dei capi di imputazione per corruzione e turbativa d’asta, mentre l’avvocato di un altro imputato ha chiesto l’esclusione dalle parti civili del Comune di Bari. Il Tribunale, sui punti sollevati, si è riservato e deciderà nella prossima udienza del 27 maggio.

Tra le vicende contestate dalla Procura ai fratelli Pisicchio, a funzionari pubblici e imprenditori, c’è l’appalto da 5,5 milioni di euro bandito dal Comune di Bari nel 2019 per il servizio di riscossione di imposte e tributi comunali. Stando all’ipotesi accusatoria, i fratelli Pisicchio avrebbero fatto da intermediari tra un imprenditore e i pubblici ufficiali per agevolare l’aggiudicazione della gara, ottenendo in cambio regali, come mobili, tablet, un’auto, il pagamento di feste private, denaro e anche assunzioni o promesse di assunzioni per garantirsi – nel caso di Alfonsino Pisicchio – successivo consenso elettorale. Nel procedimento sono contestate anche truffe alla Regione sulla erogazione di contributi per l’imprenditoria per diversi milioni di euro, messe in atto – secondo l’accusa – attraverso la predisposizione di polizze fideiussorie false.

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