Home Cronaca Bari, 22 anni per l’omicidio della ex. Le motivazioni: “Per l’assassino meglio...

Bari, 22 anni per l’omicidio della ex. Le motivazioni: “Per l’assassino meglio eliminarla che perderla”

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

“È un amore evidentemente malato, secondo un cliché tristemente noto nei casi di femminicidio, e in quanto tale, al segnale di un probabile abbandono, letto con gli occhi e la mente appannati dalla cocaina e dall’alcool, Marco Basile reagisce nell’unico modo che sembra mettere fine al dolore che prova, l’eliminazione fisica della fonte di tale dolore, perché l’annullamento è senz’altro preferibile alla perdita”.

È uno stralcio delle motivazioni della sentenza con la quale nel novembre scorso la Corte di Assise di Bari ha condannato il 33enne Marco Basile alla pena di 22 anni di reclusione per l’omicidio volontario e l’occultamento del cadavere dell’ex compagna, la 48enne Donata De Bello, il cui corpo senza vita fu trovato il 13 luglio 2017 nella casa al quartiere Madonnella di Bari dove la coppia aveva convissuto.

Il corpo, che presentava ferite di arma da taglio, fu trovato chiuso in un armadio nella camera da letto, avvolto in un cellophane e poi in un tappeto e legato con delle corde.

Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinati dal pm Giuseppe Dentamaro, Basile uccise la ex compagna al termine di un violento litigio, culminato con una coltellata alla giugulare della donna. Nelle motivazioni della sentenza, i giudici spiegano che la relazione tra i due “entrambi assuntori di sostanze stupefacenti e alcool, è costellata di litigi, malata e violenta”.

Lui “picchiava con una certa frequenza” la compagna “ma quel giorno, evidentemente, il livello di conflittualità, anche connotato da aggressioni fisiche violente, ha rotto ogni argine” e “in un crescendo di ira e di rabbia Basile è passato nel volgere di poco tempo dalle lesioni ecchimotiche al ferimento mortale”.

“L’epilogo di quella triste giornata – si legge nella sentenza – simile a tante altre vissute all’insegna di un’esistenza fatta di litigi, abusi di sostanze stupefacenti e di alcool, senza impegni lavorativi e con storie familiari pregresse difficili da gestire, vede la vittima e il suo compagno coinvolti in un ennesimo litigio, probabilmente più violento di quelli che si ripetevano quotidianamente, nel corso del quale i due iniziano a rinfacciarsi a vicenda le responsabilità e gli errori reciproci ben sapendo che nulla sarebbe cambiato nelle loro vite, e la situazione si protrae sino a quando Basile compie un gesto dalle conseguenze irreparabili”.

Lascia un commento

Inserisci un commento!
Inserisci il tuo nome qui