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Dallo spaccio di droga al desiderio di svaligiare un caveau, pregiudicati di Andria nella rete della Polizia: 9 arresti

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Trafficavano e spacciavano droga ad Andria e nei comuni limitrofi. Poi, da un giorno all’altro, l’idea di raccogliere informazioni utili a svaligiare il caveau di un’azienda. Un tentativo di espandere il proprio raggio d’azione che ha portato tutta la banda nella rete della Polizia. A finire in manette, all’alba di oggi, nove pregiudicati andriesi: tre fratelli di 37, 38 e 40 anni e altre sei persone di età compresa tra i 29 ed i 61 anni. Quattro di loro sono finiti in carcere e cinque ai domiciliari, tutti sono ritenuti responsabili dei reati di estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti consumati ad Andria e in altri comuni della BAT tra febbraio e maggio del 2019.

L’indagine che ha portato agli arresti trae origine da una denuncia presentata nel febbraio del 2019: un dipendente di un’azienda andriese di distribuzione alimentare denunciava di essere stato “avvicinato” da un gruppo di persone che gli avevano espressamente chiesto informazioni sull’attività commerciale presso la quale lavorava. In particolare, quelle persone avevano tentato di estorcere all’uomo informazioni riguardanti la planimetria dell’azienda, dove all’interno si trovava un deposito utilizzato come caveau per contenere i guadagni. Il fine, chiaramente, era quello di realizzare un “colpo”.

L’attività investigativa messa in piedi per questa circostanza, quindi, ha permesso alla Polizia di fare emergere, invece, elementi utili a riscontrare un articolato traffico di droga, prevalentemente di cocaina, gestito ed effettuato dagli individui che avevano avvicinato il dipendente dell’azienda: una rete logistica in grado di fornire supporto e aderenze nei quartieri di Andria, nonché una costante e intensa attività di spaccio e di approvvigionamento dello stupefacente anche in altri comuni della provincia. In media, giornalmente, sono stati rilevati dai poliziotti circa 50 contatti contatti tra pusher e clienti riguardanti l’acquisto di dosi di droga, senza tenere conto delle cessioni di sostanza effettuate “direttamente” sui luoghi dove gli stessi malfattori spacciavano e puntualmente documentate dalla polizia giudiziaria.

L’indagine del Commissariato di Andria, quindi, oltre alle intercettazioni e ai diversi arresti in flagranza, ha consentito di sequestrare anche un quantitativo complessivo di un chilo di hashish e 500 grammi di cocaina, quest’ultima allo stato puro e quindi ancora da tagliare. L’attività investigativa ha riguardato, a riprova della rilevanza dell’attività di spaccio, anche un soggetto ben inserito nella criminalità organizzata ferito in occasione della sparatoria avvenuta a Andria nel giugno 2019 durante la quale è stato ucciso un noto pregiudicato del posto.

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