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domenica 19 Settembre 2021
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Altamura, donna ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi. Indagini della Finanza: 31enne in carcere in stato di fermo

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I finanzieri di Altamura, in queste ore, hanno eseguito un fermo di indiziato dei delitti di riduzione e mantenimento in schiavitù diretto allo sfruttamento della prostituzione, detenzione illegale di arma comune da sparo e ricettazione, nei confronti di un 31enne di origine albanese e residente ad Altamura. Il provvedimento precautelare, emesso nell’ambito di complesse e delicate indagini condotte sotto la direzione della Procura di Bari, è fondato sulla sussistenza del pericolo di fuga dell’indiziato.

In particolare, le indagini – avviate grazie alla denuncia di una ragazza 26enne, anche lei di origini albanesi – hanno avuto ad oggetto “gravissime condotte poste in essere dall’indagato nei confronti della denunciante, costretta, con violenze e minacce, a prostituirsi dal 2016 sotto la sua protezione”.

L’uomo, infatti, approfittando della situazione di necessità in cui versava la ragazza, prima le avrebbe fatto credere che l’avrebbe aiutata e, successivamente, dopo aver carpito la sua fiducia, l’avrebbe avviata alla prostituzione vincendo la sua resistenza con botte e minacce reiterate, anche mediante l’uso di una pistola che in più occasioni le avrebbe puntato alla tempia.

I proventi dell’attività di meretricio – che la donna avrebbe svolto ad Altamura, Terlizzi, Bari, Taranto, Parma, in Veneto e finanche in Spagna – stando alla ricostruzione dei finanzieri, venivano poi consegnati all’indagato: un fiume di denaro, fino a 400 euro, interrotto a dicembre 2019, quando la 26enne decideva di non prostituirsi più e di chiedere aiuto presentando la denuncia ai finanzieri di Altamura.

Da dicembre 2019 però, non rassegnandosi alla decisione della ragazza, l’indagato non solo avrebbe esercitato sulla stessa una costante e asfissiante azione di controllo, ma avrebbe posto in essere anche condotte particolarmente violente nei confronti di un altro soggetto – sempre di origini albanesi e residente ad Altamura –, che aveva dato ospitalità alla ragazza dopo che questa si era sottratta dal giogo del suo protettore: il 23 febbraio, avrebbe esploso alcuni colpi di pistola sulla porta della sua abitazione, mentre il 27 giugno lo avrebbe aggredito e colpito con un martello, procurandogli lesioni personali. Nei confronti dell’indagato, attualmente in stato di fermo, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere.


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