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martedì 20 Aprile 2021
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Bari, rischia l’ergastolo dopo aver ucciso il marito. L’avvocato della donna: “Vietare rito abbreviato è incostituzionale”

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Con la richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale della norma che vieta il rito abbreviato ad un imputato per omicidio aggravato, è cominciato dinanzi alla Corte di Assise di Bari il processo nei confronti di Nancy Lucente: la 29enne che il primo agosto 2019 ha ucciso il marito 30enne, Francesco Armigero, accoltellandolo durante un litigio.

La donna è a processo per il reato di omicidio volontario con l’aggravante dall’aver ucciso il coniuge, anche se i due si stavano separando. Contestazione che potrebbe costarle una condanna all’ergastolo. Il legale della 29enne, l’avvocato Leonardo Bozzi, insiste – come già aveva fatto in udienza preliminare – perché venga processata con il rito abbreviato, ritenendo incostituzionale la legge 33 del 2019, all’articolo 438 comma 1bis, che vieta riti alternativi per i reati punibili con l’ergastolo, come in questo caso.

Il 18 novembre la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi su una vicenda simile sollevata da un altro Tribunale. In attesa di conoscere la decisione della Consulta, i giudici baresi hanno rinviato il processo al 16 dicembre. Contro la 29enne, attualmente detenuta in carcere, si sono costituiti parti civili la curatrice dei tre figli minori e la mamma della vittima. L’accusa è rappresentata dal pm Francesco Bretone.


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