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Bari, gatti avvelenati al CUS: due sono morti. La LAV chiede l’intervento del sindaco e delle forze dell’ordine

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“Lo scorso 26 novembre quattro gatti stanziali presso il CUS sono stati rinvenuti agonizzanti da alcuni cittadini che abitualmente li accudiscono. Purtroppo, nonostante i soccorsi e l’intervento dei veterinari, due di loro sono deceduti con ‘sintomatologia clinica ascrivibile ad avvelenamento’, come si legge nel referto medico. Occorre fare chiarezza sull’accaduto e individuare il responsabile”. Così, in una nota, la sezione barese dell’associazione animalista LAV.

“In questi casi – si legge nella nota – occorre soccorrere rapidamente gli animali, ma anche denunciare alle autorità l’accaduto. Come prescritto da una specifica ordinanza del Ministero della Salute, in caso di episodi di avvelenamento, anche solo sospetto, il sindaco deve dare immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine da effettuare in collaborazione con le altre autorità competenti. In più, a seguito della comunicazione, l’istituto zooprofilattico sperimentale che non esclude il sospetto di avvelenamento, deve provvedere a individuare le modalità di bonifica del luogo interessato, nonché a segnalare, con apposita cartellonistica, la sospetta presenza nell’area di esche o bocconi avvelenati e a intensificare i controlli da parte delle autorità preposte nelle aree considerate a rischio sulla base di precedenti segnalazioni”.

L’associazione, quindi, ha informato dei fatti il sindaco, la ASL, la Polizia Municipale e i carabinieri. Mentre i testimoni hanno presentato denuncia in Questura. “Si attendono esiti – concludono dalla LAV – e si spera che le registrazioni delle telecamere presenti nella zona possano essere d’aiuto ad individuare il responsabile”. Per reati di questo tipo il codice penale prevede la reclusione da quattro mesi a due anni.