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sabato 12 Giugno 2021
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Prima l’arresto, ora il sequestro di beni per 80 milioni: scacco matto al re di Puglia degli assalti ai portavalori – VIDEO

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Era stato catturato in provincia di Lecce il 18 aprile del 2020 dopo una latitanza durata 16 lunghi mesi. Adesso, mentre è detenuto nel carcere di Trani ed è ancora in corso il processo di primo grado, tutto il suo patrimonio immobiliare e finanziario è stato sottoposto a sequestro. Beni per un valore di circa 80 milioni di euro che il pluripregidicato Giuseppe Magno, anche noto come il ‘re degli assalti ai portavalori’, aveva accumulato in una carriera criminale lunga 30 anni.

Il 55enne andriese, il cui primo arresto risale al 1988, negli anni ha messo in fila una serie infinita di reati: furti, ricettazioni e rapine, ma soprattutto assalti armati ai portavalori. Una specialità portata avanti con dedizione e culminata con il tentato omicidio di una guardia giurata durante un fallito assalto a un bancomat. Poi la latitanza e l’arresto dell’aprile 2020. Reinvestendo con la sua famiglia i proventi illeciti, nel corso dell’ultimo trentennio, Magno era riuscito a costruire un vero e proprio impero.

Al 55enne andriese e alla sua famiglia sono stati sequestrati, infatti, 119 terreni agricoli, per un’estensione totale di oltre 530 ettari. E ancora 3 aziende agricole, 6 autovetture tra cui una Porsche Panamera, disponibilità finanziarie varie e ben 29 immobili. Tra questi sia l’immenso autoparco di via Canosa 400 sia il cosiddetto ‘Castello’: l’abitazione residenziale divenuta simbolo del potere e della caratura criminale di Magno che da sola ha un valore stimato di circa tre milioni di euro.


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