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sabato 19 Giugno 2021
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Ex Gip arrestato, trovate in masseria altre armi da guerra e in una villa sterline e assegni

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Altre armi, anche da guerra, sono state trovate nella villa di Andria di Antonio Tannoia nella quale il 29 aprile, in una botola ricavata nella dependance, fu sequestrato l’arsenale da guerra riconducibile – secondo la Dda di Lecce – all’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis.

Le armi sequestrate oggi dalla Squadra mobile di Bari erano murate in un ripostiglio e potrebbero essere di Tannoia: si tratta di 2 mitra d’assalto, di una mitragliatrice con treppiedi, di 3 pistole e di munizioni. Durante una perquisizione nella villa di De Benedictis sono stati trovati, nelle prese elettriche, un libretto di assegni e circa mille sterline.

Il libretto di assegni trovato dalla squadra mobile della Questura di Bari nella villa dell’ex gip De Benedictis – a quanto si apprende – farebbe riferimento ad un conto corrente del quale gli investigatori non conoscevano l’esistenza e sul quale saranno avviate verifiche. Per quanto riguarda le armi sequestrate nelle ultime ore, queste sono state trovate nell’edificio principale della masseria e con molta probabilità erano nella disponibilità del proprietario dell’immobile, l’imprenditore agricolo Antonio Tannoia.

L’arsenale dell’ex gip fu invece trovato in una botola murata trovata nella dependance della masseria, di cui De Benedictis aveva la disponibilità. Nell’interrogatorio del 17 maggio scorso l’ex giudice barese ha ammesso di essere il possessore solo di alcune delle armi, anche da guerra, sequestrate il 29 aprile scorso. All’ex magistrato, che era già in carcere dal 24 aprile per presunti episodi di corruzione in atti giudiziari in concorso con il penalista barese Giancarlo Chiariello relativi a scarcerazioni in cambio di soldi, l’ordinanza di custodia cautelare per le armi è stata notificata in cella il 13 maggio. Oltre a lui, è stato arrestato il caporal maggiore dell’Esercito italiano Antonio Serafino. Tannoia fu arrestato il flagranza di reato il giorno del sequestro dell’arsenale, il 29 aprile.


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