Incidente sul lavoro la notte scorsa nella città vecchia di Taranto, in via Garibaldi, dove sono in corso lavori, anche notturni, di adeguamento delle linee elettriche. Un operaio di 31 anni, dipendente di una ditta di Genzano di Roma, è stato investito da una scossa elettrica da 20mila volt durante i lavori in uno scavo per il ripristino di un cavo ad alta tensione: l’uomo, adesso, è ricoverato in ospedale in gravi condizioni.
A ricostruire l’episodio avvenuto intorno alle 00.45, in una nota, è il 118 di Taranto. Il 31enne, al lavoro per la “manutenzione di una rete elettrica ad alta tensione, tocca inavvertitamente un cavo elettrico e, pur dotato dei dispositivi di protezione individuale, rimane folgorato. Viene immediatamente sbalzato a più di un metro di distanza, prende fuoco, diventa una vera e propria torcia umana, va in arresto cardiaco”.
“La Centrale Operativa 118 di Taranto chiede agli astanti di iniziare immediatamente il massaggio cardiaco” e “il suo compagno di turno spegne le fiamme e inizia il massaggio cardiaco, mentre un poliziotto esegue le ventilazioni con la respirazione bocca a bocca. In 5 minuti arriva l’ambulanza SET 118 di Taranto Centro, con a bordo una infermiera e 2 autisti-soccorritori. Il ragazzo è in arresto cardiaco, con ritmo di fibrillazione ventricolare. Erogata la prima scarica del defibrillatore, il paziente va in asistolia”.
“La rianimazione cardiopolmonare prosegue incessantemente. Arriva sul posto l’automedica SET 118 di Massafra, con a bordo medico, infermiere ed autista-soccorritore. Prosegue la rianimazione cardiopolmonare, il ragazzo torna in fibrillazione ventricolare. Viene defibrillato una seconda volta. Il cuore riparte. Ritorna la respirazione spontanea. Il paziente si sveglia, confuso, nel Pronto Soccorso del presidio ospedaliero SS. Annunziata, lamentando vivo dolore per le estese ustioni di secondo grado. Attualmente in Rianimazione”.
Il 118 apprezza nella nota l’utilità di “una vera e propria immediata cooperazione di interventi di soccorso salvavita, strettamente integrati tra loro ed immediatamente successivi l’uno rispetto all’altro, che coinvolgono intanto noi tutti” e quindi il 118 e le strutture ospedaliere, un sistema che prende il nome di “catena della sopravvivenza (chain of survival) e nel caso di cronaca di questa notte è stato virtuosamente messo in pratica in tutte le sue componenti”.
“Se quel ragazzo è ancora vivo – si legge nella nota -, merito determinante va riconosciuto in particolare al compagno di turno, che non ha esitato un solo istante ad effettuare il massaggio cardiaco e al poliziotto, che si è reso immediatamente disponibile ad effettuare la respirazione artificiale, oltre anche agli operatori intervenuti”.







