Otto affiliati e fiancheggiatori del clan Nuzzi di Altamura sono stati colpiti da condanne definitive, per oltre 90 anni di reclusione. È la decisione della Corte Suprema di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dagli imputati, riconoscendo gli stessi colpevoli a vario titolo, tra l’altro, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e omicidio. Sette imputati, dei quali due già detenuti e quattro agli arresti domiciliari, sono stati arrestati dai carabinieri di Bari. Ad uno è stato notificato un ordine di carcerazione e decreto di sospensione del medesimo.
“Il provvedimento odierno – si legge in una nota dei carabinieri – costituisce l’epilogo dei processi avviati a seguito delle indagini condotte negli anni 2014-2016 nei confronti del clan Nuzzi, all’epoca attivo nel territorio di Altamura. Il blitz, eseguito nel gennaio 2017, era riuscito ad azzerare l’agguerrito gruppo criminale, facente capo a Pietro Antonio Nuzzi, detto ‘U leng’, documentando la commissione di una serie indefinita di attività delittuose. L’indagine – concludono i militari – aveva consentito anche di scoprire i mandanti e gli esecutori materiali di un duplice omicidio, un omicidio e due tentati omicidi, strategici per la conquista violenta del territorio da parte della nuova compagine criminale, posti in essere ai danni di pregiudicati altamurani, allo scopo di realizzare la conquista violenta dell’area.
Gli arrestati
Nuzzi Pietro Antonio, anni 20 di reclusione;
Nuzzi Angelantonio, anni 16 e mesi 8 di reclusione;
Stella Antonio, anni 6 di reclusione;
Cardinale Antonio, anni 6 e mesi 8 di reclusione;
Rotunno Dionisio, anni 2 e mesi 4 di reclusione, con decreto di sospensione;
Sorbo Nicola, anni 20 di reclusione;
De Santis Stefano, anni 1 e mesi 6 di reclusione;
Oreste Cesare Michele, anni 17 e mesi 6 di reclusione.








