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sabato 16 Ottobre 2021
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Molfetta, maxi sequestro a imprenditore edile: carabinieri ‘bloccano’ beni per 50 milioni di euro – VIDEO

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Un maxi sequestro preventivo del valore di 50 milioni di euro – capitale fatto di immobili, compendi aziendali, conti correnti, veicoli e beni di lusso tra cui un’imbarcazione da diporto – è estato eseguito dai carabinieri a Molfetta nei confronti del noto imprenditore edile Manganelli, di 52 anni.

Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio misure di prevenzione del tribunale di Bari. Secondo le indagini l’uomo – in passato condannato per rapina, associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico ed estorsioni – avrebbe costruito il suo impero sulla base di capitali di provenienza illecita.

A Manganelli e ai vari prestanome, nello specifico, sono stati sequestrati 16 fabbricati, quattro terreni per un’estensione totale di circa 5mila metri quadri, cinque società tra le quali la Unione Petroli Srl, avente da sola un fatturato annuo di circa 20 milioni di euro, 6 veicoli, una barca nonché 11 conti correnti e quote partecipative a un fondo di investimento.

Stando alle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Manganelli, grazie a una “fruttuosa carriera criminale”, avrebbe accumulato e occultato “cospicue somme di danaro, con tutta probabilità provento delle attività di narcotraffico ed estorsive cui lo stesso era dedito negli anni ’90”, fondando così “il suo impero finanziario ed imprenditoriale”.

A partire dal 2011, infatti, il 52enne, dopo 12 anni di detenzione per rapina, associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico ed estorsioni, avrebbe iniziato a investire nel campo dell’edilizia, “anche grazie alla fittizia interposizione di alcuni prestanome” spiegano gli investigatori.

Così avrebbe costruito le prime società e diversificato gli investimenti, “con una operatività non più limitata al solo campo dell’edilizia, ma estesa anche al settore della distribuzione di carburanti”, attraverso un sistema di “scatole cinesi, messo in atto dall’imprenditore per occultare l’illecita provenienza della sua ricchezza finanziaria”.


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