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sabato 16 Ottobre 2021
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Morti da legionella al Policlinico, la Cassazione: niente interdizione dei dirigenti

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La Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità dei ricorsi proposti dalla Procura di Bari che insisteva sulla interdizione dei dirigenti del Policlinico di Bari nell’ambito dell’indagine su presunti decessi causati da infezione da legionella. Il procuratore aggiunto Alessio Coccioli e la sostituta Grazia Errede avevano impugnato la decisione con la quale il Tribunale del Riesame di Bari, nel febbraio 2021, aveva annullato la misura interdittiva disposta a dicembre 2020 nei confronti del direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore, della ex direttrice sanitaria Matilde Carlucci e del direttore dell’Area tecnica Claudio Forte, assistiti rispettivamente dagli avvocati Carmelo Piccolo, Michele Laforgia e Italia Mendicini.

Sulla vicenda è attualmente in corso, dinanzi alla gip del Tribunale di Bari, Luigia Lambriola, un incidente probatorio chiesto dalla Procura per stabilire la sussistenza di un “nesso tra l’infezione da legionella e la morte” di quattro pazienti, deceduti tra il 2018 e il 2020.

L’inchiesta dei carabinieri del Nas ha portato nel novembre 2020 al sequestro dei due padiglioni Chini e Asclepios del Policlinico (dissequestrati a marzo 2021) e poi alla interdizione dei tre dirigenti (annullata dopo due mesi) per i reati di omissione di atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro delitto. Gli indagati, 5 in totale, sono accusati di non aver fatto la necessaria bonifica negli impianti idrici dei reparti dove era stata accertata la presenta del batterio e dove erano ricoverati i quattro pazienti che poi sono morti.


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