La Corte d’assise di Trani ha condannato a 12 anni e un mese di reclusione il 50enne di Andria Celestino Troia accusato dell’omicidio volontario del 28enne tranese Gianni Di Vito, morto per una coltellata inferta al petto durante una lite fra i due per una mancata precedenza stradale.
La difesa dell’imputato aveva chiesto il rito abbreviato all’udienza preliminare, non concesso perché l’accusa aveva ipotizzato l’aggravante dei motivi abietti e futili, poi esclusi nel corso del processo. “Con il venire meno dell’aggravante – ha spiegato l’avvocato della famiglia Di Vito, Magda Merafina – è stato riconosciuto in automatico lo sconto di un terzo della pena”, previsto dal rito abbreviato ammesso dalla corte. “La famiglia della vittima invece – sottolinea Merafina – avrebbe voluto una pena esemplare”.
“Dal punto di vista tecnico questa sentenza è importante perché riconosce la volontarietà, ma per la moglie e il figlio di Di Vito nessuna pena ripagherà mai la vita di quell’uomo”. I fatti risalgono al 12 settembre 2019 quando Di Vito, che era a bordo della sua auto con la moglie e il figlio piccolo, e Troia ebbero un diverbio per una mancata precedenza, alla rotatoria di via Corato con via Puccini ad Andria. Di Vito scese dall’auto e raggiunse Troia, che era nella sua vettura.
“A quel punto – riferisce il legale – diede due pugni sull’auto di Troia e si girò per tornare nella sua ma, richiamato, tornò indietro. I due si ritrovarono faccia a faccia e dopo pochi secondi il ragazzo si girò con la mano al petto e sporco di sangue”. Il 28enne morì poco dopo perché il fendente lo aveva colpito al cuore. La difesa di Troia ha annunciato che ricorrerà in appello.








