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sabato 4 Dicembre 2021
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Bari, beccati e denunciati 38 ‘furbetti’ del reddito di cittadinanza. Altri 92 scovati in provincia

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Quasi 300 irregolarità riscontrate, 130 persone denunciate e 873mila euro indebitamente percepiti. Questi i numeri principali relativi ai controlli sul reddito di cittadinanza svolti negli ultimi mesi dai carabinieri di Bari: un monitoraggio che ha riguardato in modo particolare due municipi della città, il primo e il quinto, e i comuni di Modugno, Triggiano, Mola, Terlizzi, Santeramo, Putignano e Noci. Per complessivi 7.395 percettori, costituenti 3.300 nuclei familiari.

I carabinieri, per ciascun percettore, hanno esaminato la sussistenza dei requisiti previsti dalla norma per usufruire del beneficio. Quelli burocratici ed economici, ma anche quelli legati a questioni giudiziarie. Solo a Bari città i controlli effettuati sui cittadini residenti nei quartieri Madonnella, Umbertino, Murat, Libertà, Borgo Antico, Santo Spirito, Palese e San Pio hanno portato alla denuncia a piede libero di 38 persone. Dovranno rispondere del reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.

In particolare, i militari hanno contestato plurime dichiarazioni mendaci sulle relative dichiarazioni sostitutive uniche (DSU) che hanno riguardato mancati inserimenti di proprietà immobiliari, mancanza di alcuni requisiti previsti dalla norma e omissione di familiari ricompresi nello stato di famiglia.

A Enziteto, una donna aveva omesso di indicare i redditi del coniuge, affiliato al clan Strisciuglio e attualmente in carcere. A Palese un noto pluripregiudicato, arrestato il mese scorso per furto, aveva richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza nonostante fosse colpito da sorveglianza speciale, avendo omesso di comunicare l’esistenza della misura di prevenzione a suo carico.

Tanti gli episodi dello stesso genere in provincia. Una donna di Santeramo è stata segnalata all’autorità giudiziaria perché si era “dimenticata” di indicare non solo la targa o l’estremo di registrazione di un veicolo di proprietà, ma addirittura il coniuge. I carabinieri, in questo caso, hanno appurato che la donna, al fine di percepire il reddito di cittadinanza aveva richiesto la residenza anagrafica in una via del comune santeramano che altro non era che lo stesso appartamento in cui domiciliava e risiedeva il marito: un unico appartamento, con due ingressi diversi.

Anche a Putignano, sono state registrate diverse dichiarazioni mendaci nelle quali era stato omesso di dichiarare lo stato di detenzione di congiunti o, in alcuni casi, era stato attestato falsamente quale luogo di residenza una Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica, dove invece gli interessati avevano solo il domicilio, tra l’altro, già a spese della collettività.

A Modugno, un uomo è riuscito a percepire oltre 23mila euro di reddito di cittadinanza, avendo omesso di dichiarare lo stato detentivo della figlia, mentre un cittadino di origine senegalese, pregiudicato, beneficiario del reddito di cittadinanza, non aveva indicato la propria convivenza con altri connazionali titolari di reddito.

A Mola sono state denunciate 12 persone per diverse violazioni relative all’indebita percezione del beneficio e tra questi alcuni erano stati sottoposti, il 29 giugno scorso, a misura cautelare detentiva inframuraria o domiciliare perché riconosciuti appartenenti a un sodalizio criminale, operante in quel comune e altri centri limitrofi, dedito al traffico di droga.

Infine, se a Terlizzi sono state denunciate 6 persone di cui 4 pregiudicate, a Triggiano gli accertamenti incrociati circa la sussistenza dei vari requisiti previsti dalla norma, ha portato al deferimento di 26 persone e alla loro conseguente segnalazione ai competenti uffici dell’INPS per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza.


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