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giovedì 19 Maggio 2022
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Inchiesta sul soccorso aereo, “così la società manipolava gare per 70 milioni”. Arrestato anche Dattoli

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Una “manipolazione” di due gare d’appalto, per consentire a una società che gestisce il soccorso aereo di conoscere in anticipo i contenuti dei bandi. Addirittura di scriverli, come veri e propri ‘ghost writers’. Con queste accuse la Guardia di Finanza di Bari ha eseguito sei misure cautelari personali con l’operazione Icaro, arrestando – tra gli altri – il manager degli Ospedali Riuniti di Foggia (ex direttore generale del Policlinico di Bari), Vitangelo Dattoli.

I sei arrestati dalla Guardia di finanza sono tutti ai domiciliari con le accuse a vario titolo e
in concorso tra loro, di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. I reati si riferiscono a fatti accaduti a Foggia nel periodo 2019 – 2020. Oltre a Dattoli, gli arrestati sono il medico in pensione Antonio Apicella, la dirigente Asl di Foggia Rita Acquaviva, il dirigente del Policlinico Costantino Quartucci, gli imprenditori Roberta Pucillo e suo padre Roberto.

Secondo l’accusa, sarebbero state “manipolate” di due gare di appalto bandite da
enti pubblici foggiani operanti nel campo della sanità: una per l”affidamento del servizio di elisoccorso ordinario (per 36,6 milioni di euro per il primo quinquennio e 29,8 per l’eventuale proroga) e l’altra per l’affidamento del servizio di trasporto aereo di organi e di equipe medica per attività di prelievo e trapianto organi, (per 2,6 mln per il primo quadriennio, estendibile – in caso di proroga – fino a 4,6 mln).

I vertici e i rappresentanti ufficiali degli enti pubblici committenti avrebbero favorito una società di Foggia del trasporto aereo creando con loro, con l’intermediazione del medico in pensione, una corsia preferenziale per assicurare la vittoria negli appalti. Il provvedimento cautelare si fonda su “un compendio gravemente indiziario” a carico dei soggetti indagati. Le indagini sono state eseguite dal Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo P.E.F. Bari – con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia – mediante intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche, escussione di persone informate sui fatti, servizi dinamici di osservazione e pedinamento, perquisizioni e analisi della copiosa documentazione, cartacea e informatica, sequestrata.

In base all’ipotesi accusatoria, i vertici e i rappresentanti ufficiali degli enti pubblici committenti avrebbero creato con i referenti di una s.r.l. foggiana attiva nel settore del trasporto aereo (per lo più, con l’intermediazione del medico in pensione particolarmente inserito nel tessuto politico-sociale della città dauna) una “corsia parallela riservata” volta a rendere quest’ultima la società “predestinata” ad aggiudicarsi le gare, all’insaputa dei suoi futuri o attuali concorrenti. Corsia, questa, costellata di discovery indebite, di raccolta e recepimento di bozze di capitolati o di controdeduzioni agli argomenti degli ignari competitors, nonché di suggerimenti alle stazioni appaltanti volti, in un primo momento, a pilotare la composizione delle commissioni di gara e, successivamente, a condizionare l’operato dei commissari. Con ciò suggellando un’alleanza “contro natura”, la quale – pur non sfociando in una decisione favorevole ai “predestinati” – avrebbe, comunque, minato alle fondamenta e alterato l’intero corso delle gare “attenzionate”.

Nello specifico, i referenti della s.r.l. foggiana in relazione alla gara per l’affidamento del servizio di elisoccorso ordinario sarebbero stati i “ghost writers” del capitolato speciale e del disciplinare di gara, avendone materialmente curato la predisposizione nei locali aziendali, peraltro, anche con la presenza del R.U.P. della procedura di gara, fino a quel momento ignaro dei contenuti dei predetti atti. Inoltre, gli stessi referenti della società dauna – nell’ambito della gara per l’affidamento del servizio di trasporto aereo di organi e di equipe medica – si sarebbero adoperati, dapprima, per far predisporre dalla stazione appaltante un capitolato favorevole alla loro impresa, intervenendo anche nella definizione della tabella dei punteggi qualitativi; poi, si sarebbero attivati per garantire a quest’ultima l’accesso al “carteggio separato” tra l’ente sanitario foggiano e la società concorrente risultata provvisoriamente aggiudicataria (ma con offerta economica ritenuta anomala e, pertanto, in fase di verifica) onde procedere alla stesura di osservazioni e controdeduzioni suscettibili di essere recepite dal medesimo ente pubblico.

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