Il Covid è “un minuscolo soldato di Allah, mandato sulla terra per punire la miscredenza degli occidentali”. È una delle frasi intercettate nell’inchiesta della Dda di Bari su un presunto gruppo di finanziatori dell’Isis di origine albanese, finiti oggi agli arresti domiciliari. “Il coronavirus – dicono gli indagati – è stato creato e voluto da Allah per ricordare la natura insignificante degli uomini sulla terra”.
Uno dei quattro arrestati, il 33enne Elsio Ramku, ha ottenuto anni fa la cittadinanza italiana e dopo aver superato un concorso pubblico, è dipendente comunale e lavora nell’ufficio tecnico del Comune di Bari.
Le indagini della Digos, coordinate dal pm Domenico Minardi, hanno accertato che uno degli arrestati avrebbe anche condiviso su Telegram documenti “di chiara matrice jihadista”, video e audio di propaganda dell’Isis, comunicati degli ex leader dello Stato islamico Abu Bakr Al Baghdadi e del suo successore Ebu Ibrahim El Hashimi El Lureshi, tutti tradotti dall’arabo in albanese.
“Ci sono molte conversazioni in cui si fanno analisi di vicende internazionali. Ce n’è una che ha colpito particolarmente, del luglio 2020, perché, a distanza di tempo, letta oggi fa un certo effetto: si parla dei Balcani e dell’Ucraina in una visione di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente”, ha detto il procuratore aggiunto di Bari, Francesco Giannella, coordinatore della Dda, commentando gli atti che hanno portato agli arresti.
“Si parla di una appropriazione dell’Ucraina da parte degli occidentali – ha spiegato Giannella – finalizzata ad appropriarsi del gas ucraino. Non serve a dare una lettura delle vicende attuali, questo è chiaro, però fa capire qual è il substrato culturale e di convinzioni che serpeggia in certi ambienti, che vedono ogni evento internazionale come un evento di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente”.








