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sabato 21 Maggio 2022
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“Voglio un nuovo materasso”, poi il pugno in faccia: detenuto di Bari picchia agente nel carcere di Taranto

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“La situazione nelle carceri pugliesi diventa sempre più critica, con i detenuti che diventano sempre più prepotenti, violenti e aggressivi”. La denuncia arriva dalla segreteria del SAPPE, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, “e la cosa ancora più grave – aggiungono dal sindacato – è che i detenuti dopo le aggressioni ai poliziotti, nella maggior parte dei casi, continuano a permanere sempre nello stesso carcere, in mancanza di provvedimenti di allontanamento dell’amministrazione regionale e nazionale”.

Uno degli ultimi episodi è accaduto a Taranto, dove nella giornata di mercoledì un sottufficiale ha ricevuto un pugno in faccia da un detenuto di Bari “perché voleva cambiare il materasso”, spiegano dal SAPPE. Con gli altri carcerati che avrebbero anche minacciato una rivolta qualora il detenuto che ha colpito l’agente fosse stato spostato o punito come prevede la legge. Ieri poi, sempre a Taranto, due detenuti si sono impossessati di due estintori a polvere e li hanno scaricati in faccia ai poliziotti presenti perché chiedevano il pane integrale.

A Foggia, invece, sempre nelle scorse ore, un detenuto alla sezione infermeria, mentre usciva dalla stanza   per l’ora d’aria, senza alcun motivo ha sferrato un pugno al poliziotto di servizio colpendolo poi anche con dei calci. “Se le carceri pugliesi sono arrivate a questo punto è per colpe assai precise di una politica penitenziaria che di fatto ha abdicato alla sicurezza consentendo ai detenuti di fare quello che vogliono a partire dalla ‘vigilanza dinamica’ – proseguono da SAPPE -. Altrimenti non si spiega come mai negli ultimi 20 anni hanno ridotto gli organici della polizia penitenziaria di 600 unità e nel contempo si è aumentato il sovraffollamento di circa 1.200 detenuti in più in relazione ai posti disponibili”.

Proprio per garantire una maggiore sicurezza il SAPPE ha indetto un referendum tra i poliziotti in cui si chiede il passaggio al Ministero degli Interni. “Proprio a Taranto un polizotto fu ucciso alcuni anni fa – concludono dal sindacato -, che si aspettano altri morti prima di correre ai ripari? Lo vorremmo sapere dal Provveditore Regionale, dal Capo del Personale e dal capo del DAP a cui chiediamo un intervento urgente e responsabile”.

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