“Sono passate quasi due settimane da quel maledetto giorno, ma nonostante tutto questo tempo continua a regnare l’omertà e sull’accaduto vige il silenzio più assoluto. Quindi ribadisco l’appello: se qualcuno sa o ha visto qualcosa, mi contatti in privato”. Lo sfogo di Mina viaggia sui social. Lo scorso 8 settembre il suo compagno Antonio, 42 anni, è stato tamponato, presumibilmente da un’auto, mentre era in bici sulla strada provinciale che collega Triggiano e San Giorgio, all’altezza di Bariblu. A causa dello scontro è precipitato sull’asfalto perdendo i sensi e riportando diverse fratture. Del responsabile dell’investimento, però, ancora nessuna traccia.
“Proprio così – conferma Mina a Telebari -. Giovedì 8 settembre, nel primo pomeriggio, il mio compagno esce di casa in bici per fare alcune commissioni. L’idea, più tardi, era quella di andare al mare. Purtroppo non ci è mai arrivato. L’incidente è avvenuto intorno alle 16.15. Antonio se lo ricorda bene: è uno sportivo e al braccio aveva il Garmin, contachilometri che ha guardato per l’ultima volta poco prima del fattaccio. È stato colpito nella parte posteriore della bici da un veicolo: da un ‘pirata della strada’ che non si è fermato a prestare soccorso. Quando sono arrivata sul posto era stato già trasportato in ospedale. Colgo l’occasione per ringraziare i passanti che hanno chiamato il 118 e gli stessi medici”.
L’ambulanza ha portato Antonio al Pronto Soccorso del Di Venere, dove è stato ricoverato fino ad oggi. Ha rimediato fratture alla scapola, con interessamento della clavicola, a uno zigomo e alla mascella. Più una serie di fratture multiple alle costole. Una, incrinandosi, gli ha quasi perforato un polmone. “Sul luogo dell’incidente ho avuto modo di parlare con gli agenti della Polizia Locale, che evidentemente erano di passaggio e si sono fermati per capire cosa fosse accaduto. Poi ho sporto denuncia ai carabinieri. Mi hanno detto che stanno indagando, immagino abbiano acquisito anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, ma al momento chi ha investito Antonio non è stato ancora rintracciato”.
Da qui l’idea di pubblicare un appello sui social. “Ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà, ma purtroppo nessun elemento per risalire al responsabile dell’investimento – conclude Mina -. Dopo i miei post su Facebook alcune aziende della zona hanno messo a disposizione le registrazioni delle loro telecamere private. Purtroppo, però, sono troppo distanti dal luogo incriminato. Come ho scritto, provo rabbia e indignazione: come si può buttare per aria una persona e poi scappare? Al mio compagno, nonostante tutto, è andata bene. È ancora qui con noi e lo può raccontare. C’è invece chi, a causa di incidenti di questo tipo, purtroppo è morto”.








