“Schiaffi, spintoni, tirate d’orecchie” e ripetuti “insulti e intimidazioni” contro gli alunni della sua classe, e in particolare nei confronti di un bambino. Tutto ripreso dalle telecamere nascoste installate dai Carabinieri. Con l’accusa di maltrattamenti su minori, una maestra di una scuola d’infanzia pubblica del Sud-Est Barese è stata condannata a 1 anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa). La sentenza di primo grado – la donna ha scelto il rito abbreviato – è stata emessa dalla giudice Valeria Isabella Valenzi. I presunti maltrattamenti risalgono al 2018.
Le indagini dei Carabinieri sono state avviate in seguito alla segnalazione di alcuni genitori che avrebbero appreso dai loro figli di presunti atteggiamenti violenti da parte della maestra. I bimbi avrebbero parlato anche di intimidazioni relative all’utilizzo di uno “scotch per tenerli fermi”. Motivi che hanno spinto i militari a videosorvegliare le aule dell’istituto. Dalle immagini è emerso che in diverse occasioni la maestra avrebbe fatto ricorso all’uso di “spintoni, schiaffi al volto e al capo, strattonamenti e tirate d’orecchie”. In una circostanza – come ripreso dalle telecamere nascoste – l’insegnante avrebbe “colpito un’alunna in testa con un libro” per farla tornare a sedere al proprio posto, “facendola barcollare pericolosamente”.
Un altro bambino sarebbe stato insultato dopo aver ricevuto uno schiaffo al capo “per aver cancellato” sul foglio “qualcosa che non avrebbe dovuto cancellare”, appellandolo come “uno scemo, e piange come uno scemo”. Atteggiamenti ai quali si aggiungerebbero una serie di minacce, frasi offensive e ingiuriose nei confronti di tutta la classe: “Se non chiudete la bocca ve le suono”, una delle minacce rilevate dalle intercettazioni ambientali.
La donna, sottoposta alla misura cautelare della sospensione da pubblico ufficio fino al 31 maggio 2019, è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili, tre famiglie assistite dagli avvocati Gianfranco Grande e Anna Positano, da liquidarsi in separata sede. Nel frattempo la posizione lavorativa della maestra sarebbe al vaglio dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Bari che, interpellato sulla questione, non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito.
Per tutelare tutti i soggetti coinvolti, e in particolar modo i bambini, Telebari ha scelto di non rendere noto il luogo esatto delle presunte violenze perpetrate nei confronti dei minori.







