“Abbiamo sposato la visione metropolitana di Antonio Decaro policentrica e siamo stati vicesindaci, non io ma tutta la città che ho rappresentato, costruendo una visione di insieme comune”.
È ai saluti Michele Abbaticchio, per 10 anni alla guida della sua Bitonto e per quasi tutto quel tempo anche vicensindaco della Città Metropolitana di Bari. Con Decaro hanno tentato di costruire, spesso riuscendoci, una rete di sindaci e comunità che hanno fatto rete, rendendo il Barese un posto migliore in cui vivere e da visitare.
Abbaticchio ha tenuto questa mattina, 5 maggio, una conferenza stampa con la sua Giunta, in cui è stato tracciato un bilancio dei dieci anni alla guida di una città bella e complessa come Bitonto, tra grandi slanci culturali e le “attenzioni” della criminalità organizzata contro cui il primo cittadino uscente si è scagliato tante volte.
Un centro storico rinnovato, un piano di marketing territoriale che ha dato buoni frutti, decine di eventi e una ventina di festival per le strade del borgo antico, una nuova illuminazione nel centro cittadino ed oltre 30milioni di euro intercettati o investiti per opere pubbliche anche strategiche per Bitonto, dalle piazze ai monumenti, fino a toccare scuole e l’impiantistica sportiva, cruccio a lungo per molti, finendo al sottovia che finalmente collegherà la città dell’olio al quartiere barese di Santo Spirito, ancora da realizzarsi, ma per cui vi è un finanziamento di 13 milioni e 500 mila euro.
Michele Abbaticchio ed i suoi lasciano per fine mandato, ma l’impronta delle loro due amministrazioni comunali è tangibile su una città di 56.000 abitanti, un’orma capace di incidere su un tessuto sociale fatto di grande ricchezza culturale, ma anche di sacche di povertà e delinquenza notevoli.
“Abbiamo ristrutturato il parco di via Togliatti – è stato il passaggio finale, con un sindaco commosso -, dove, quando siamo arrivati, si divertivano a buttare le pietre, pezzi di pavimentazione della Villa comunale, verso i palazzi vicini e sui muri del campetto vicino c’era scritto “Ca do ste la uerr”, messaggio molto chiaro. Ecco perché quel parco lo abbiamo dedicato ad Anna Rosa Tarantino (la donna innocente uccisa durante un regolamento di conti fra clan, il 30 dicembre 2017) a cui dedichiamo questi 10 anni di amministrazione, come li dedichiamo a tutte le vittime della violenza e del Covid, sofferenza che abbiamo sentito come lutti diretti per tutta la comunità e questo ci segnerà per sempre”, è stata la sua conclusione tra amarezza per la fine del mandato e l’orgoglio per aver ridato dignità ad un’area.
Abbaticchio lascia, non può ricandidarsi, si chiude un’era a Bitonto cominciata in sordina e poi cresciuta col tempo. Lui e altri amministratori, come ad esempio il giovinazzese Tommaso Depalma, anch’egli ai saluti, hanno segnato un tempo di scelte coraggiose che hanno portato al rilancio di un territorio. Qualche volta hanno vinto le loro scommesse e talvolta sono stati criticati, ma certamente hanno segnato un’epoca fatta di grandi slanci per le loro comunità.








