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sabato 29 Gennaio 2022
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Bari e un sogno chiamato Serie A

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La formazione del Bari ha trovato finalmente la quadra in quella che potrebbe essere una stagione decisiva per il futuro sportivo della storica società pugliese. La compagine allenata da Michele Mignani, al suo primo anno sulla panchina biancorossa, come noto comanda il girone C della Serie C, avendo dato sinora l’impressione di essere la squadra che, almeno a livello tecnico, è un passo davanti a tutte le altre rivali.

L’obiettivo di centrare la promozione in Serie B dopo due tornate ai playoff molto deludenti potrebbe essere qualcosa di più un semplice sogno. Anche perché da queste parti, i sogni fanno rima con la Serie A, il massimo campionato italiano di calcio che ha visto La Bari protagonista per oltre trent’anni.

La massima serie manca in quel di Bari da oltre dieci anni quando, nella stagione 2010/11 i galletti retrocessero insieme a Samp e Brescia. Da allora, tante cose sono cambiate in riva all’Adriatico fino all’arrivo di De Laurentiis (e della proprietà Filmauro) e del progetto di riportare il Bari in Serie A nel più breve tempo possibile. L’attuale numero uno del Napoli (dal 2004), squadra tra le più serie candidate a vincere lo scudetto quest’anno secondo le analisi sulla Serie A dei migliori bookmaker come Betway, come si ricorderà ha rilevato nell’estate del 2018 le sorti dei galletti con l’intento di lasciare una volta riportata la squadra nella massima serie. Stando a quanto visto sinora, l’obiettivo dei De Laurentiis “rischia” di essere raggiunto anche nelle prossime due stagioni.

Ma è chiaro che molto del futuro della squadra di mister Mignani passerà per l’esito di questa stagione. L’inferno della Serie C negli anni ha mietuto vittime eccellenti. Lo stesso patron del Bari, Aurelio De Laurentiis, con il suo Napoli in Serie C nella stagione 2004 ha pagato lo scotto di partecipare a un campionato duro e dove non esistono squadre favorite (per la cronaca, il Napoli perse nella finalissima promozione dei playoff contro l’Avellino).

Ecco perché, seppur arrivati neanche a metà campionato, ogni partita per il Bari d’ora in avanti sarà una finale, una gara da vincere a tutti i costi. Perché alla fine quel che conterà sarà solamente arrivare davanti a tutti al termine della stagione regolare, così da evitare di disputare i playoff promozione che, così come da recente riforma (che prevede la partecipazione di 28 squadre e di tre diverse fasi di torneo), diventeranno un vero e proprio campionato nel campionato.

Lotta promozione, le avversarie del Bari

Dunque, il Bari resterà arbitro del proprio destino. Ma Mirco Antenucci e compagni dovranno guardarsi le spalle da un nutrito gruppo di squadre che, come i pugliesi, ambiscono al salto di categoria. Tra queste troviamo altre due nobili decadute del calcio italiano, il Palermo e l’Avellino, squadre che, seppur a distanza di sicurezza dai pugliesi, viaggiano tra le prime cinque squadre del girone C della Serie C.

Insomma, i giocatori e la società del Bari possono ambire a traguardi più alti già da questa stagione, per la gioia di una città che da troppi anni ormai attende il ritorno dei propri colori sulle scene del calcio che conta.

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