(Il servizio video di Giuseppe Bellino)
Lo aveva promesso ai suoi tanti estimatori e lo ha fatto davvero. Lui è Sebastiano Capogna, barbiere santospiritese residente al quartiere Catino, periferia nord di Bari. Per trent’anni è stato punto di riferimento locale dei presepisti, allestendo nella sua sala da barba di via Nicholas Green una enorme natività fatta interamente da lui, anche con tanti materiali riciclati (le foto qui).
Ma dal 22 febbraio, mercoledì delle Ceneri, quel presepe è divenuto la rappresentazione in stazioni della Passione di Gesù Cristo. Un “presepe pasquale” come lo definisce lo stesso Capogna. L’orto del Getsemani, il processo davanti ad Erode, la fustigazione di Cristo, la via crucis adesso hanno trovato spazio dove sino alla Candelora c’erano pastori, pecorelle, falegnami e la grande Natività. Proprio nella parte centrale svetta il Golgota, epilogo e nuovo inizio allo stesso tempo, con tanto di sepolcro a poca distanza.
“Da lì, il giorno di Pasqua risorgerà il Signore ed ho già pronta questa nuova scena”, ha dichiarato Capogna davanti ai nostri taccuini. “Da tempo avevo in testa questo progetto, perché alle nostre latitudini la Settimana Santa è vissuta con grande intensità e per la fede che porto dentro. Dopo la pandemia ha deciso di accelerare e finalmente quest’anno ho portato a termine il mio progetto. Spero che questo Calvario rappresentato possa essere emblema di riscatto per tutti, soprattutto per i tanti che oggi portano quella croce, soffrendo per guerre, malattia e violenze”, è stato il suo pensiero conclusivo.
Saranno tanti a visitare questa nuova idea di “Nino” Capogna, attrazione del periodo quaresimale nel V Municipio barese. E lui sta già pensando, come accade per il presepe natalizio, alla prossima edizione, alle migliorie da apportare ad un vecchio progetto che ha finalmente visto la luce.







