Obbligo di dimora nel Comune di Bari, obbligo di firma e presentazione in Questura, obbligo di permanenza in casa dalle 20:00 alle 7:00. Sono queste le misure cautelari con cui dovranno fare i conti 11 persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, del reato di blocco stradale in occasione del corteo funebre – non autorizzato, sottolineano dalla Questura – organizzato in occasione del funerale di Christian Di Gioia, giovane barese di 27 anni morto in un incidente stradale nella notte tra il 21 e il 22 giugno scorso.
Due giorni dopo la tragedia, infatti, decine di persone a bordo di numerosissime moto, alla fine della celebrazione del rito funebre nella parrocchia della Resurrezione di Japigia, misero in scena un corteo non autorizzato, a seguito del feretro, sino al cimitero. Durante il percorso “alcuni dei promotori e dei partecipanti al corteo – spiegano dalla Questura -, oltre a rendersi responsabili di minacce nei confronti dell’autista del carro funebre, bloccarono le principali strade interessate, transitando, in contromano, davanti al carcere di Bari”. Configurando così il reato di blocco stradale.
“I partecipanti al corteo – aggiungono ancora dalla Questura – costrinsero anche gli ignari utenti della strada a fermarsi e ad attendere il transito del carro funebre: una condotta che tanto clamore mediatico destò all’epoca dei fatti”. Forte soprattutto l’indignazione del mondo della politica, con il sindaco Antonio Decaro che non esitò a definire quella parata “un corteo dal simbolo criminale”. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Bari, quindi, dopo la visione di numerose ore di registrazione dei filmati delle telecamere di video sorveglianza della città, hanno consentito di identificare “tutti gli autori del delitto”.
Nel corso dell’operazione, “che dalle prime luci dell’alba ha impegnato oltre 200 agenti e visto la collaborazione anche di Unità Cinofile e di un elicottero del Reparto Volo di Bari – è scritto in coda alla nota diffusa dalla Polizia di Stato – sono state eseguite mirate perquisizioni domiciliari ed i sequestri dei motoveicoli utilizzati per il blocco stradale, per i quali verrà richiesta la confisca”.







