Dalla richiesta di riportare in strada l’esercito alla presa di posizione dei sindacati: la sfilata della moto per i funerali di Cristian Di Gioia è diventato ormai un caso nazionale. Dopo le parole del Viceministro Francesco Paolo Sisto, che ha auspicato il ripristino del programma ‘Strade Sicure’ col ritorno dei soldati a presidiare le piazze, sono arrivate immediatamente le reazioni.
Pietro Colapietro, segretario generale nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil, ha replicato duramente alla richiesta di Sisto: “Le competenze delle forze di polizia sono chiare e stabilite dalla legge – dice Colapietro – Non è possibile continuare a confondere sicurezza interna, difesa e sicurezza esterna. Servono organici, mezzi e risorse”.
Sisto aveva lanciato anche la proposta a Decaro, di unirsi in una richiesta congiunta con lo stesso obiettivo: la replica di Decaro è arrivata questo lunedì, nella nostra videointervista. “La risposta è prendere le distanze da quello che è accaduto. E’ un atto simbolico molto negativo, sul quale la città non può stare in silenzio”. “Quanto alla morte del ragazzo – ha aggiunto Decaro – sono in corso le indagini da parte di magistratura e forze dell’ordine e sono sicuro che a breve avremo delle risposte”. “E’ giusto – ha precisato – far lavorare magistrati e forze dell’ordine e avere molta fiducia nel loro lavoro, perché hanno sempre dimostrato di saperlo fare bene”.
Quella di un presidio dell’esercito in alcune zone di Bari “è una richiesta che ho fatto anche io diverso tempo fa al governo, per ripristinare il controllo nelle piazze com’era prima”, ha continuato il sindaco. “Il governo – ha aggiunto Decaro – ha risposto di aver sostituito, in questi mesi, il numero dei militari con un numero analogo di operatori delle forze dell’ordine perché i militari sono impegnati in attività di carattere istituzionale rispetto alla guerra in Ucraina”. “Quei presidi – ha ricordato il sindaco – erano nella città vecchia, di fronte alla stazione centrale, in piazza Umberto con l’accompagnamento delle forze dell’ordine, perché possono intervenire solo quelle e non i militari”.






