“Allo stato attuale dagli accertamenti, è assolutamente estranea all’incidente la macchina dei Carabinieri. Non c’è stato nessun posto di blocco, non c’è nessuno che non si è fermato all’Alte non si può dire che ci sia stato un inseguimento come quelli che vediamo nei telefilm”. È quanto comunicato ai giornalisti dal procuratore di Bari, Roberto Rossi, in merito alla morte di Christian Di Gioia, il 28enne morto a seguito di una caduta dalla moto sul ponte San Pio a Japigia. La precisazione della Procura arriva dopo giorni di proteste da parte di amici e parenti della vittima che avrebbero incolpato i Carabinieri di aver causato la caduta dalla moto del 28enne, chiedendo successivamente di rendere pubblico il video che immortala incidente.
“Non serve diffondere elementi probatori come i video – ha detto Rossi – credo che la mia parola possa essere più importante. Tanto chi dubita sui social potrebbe vedere pure Gesù Cristo. Questa è una risposta istituzionale. Non si possono dire bugie e falsità rispetto a quello che è successo – ha proseguito – Questa è la verità e posso dirlo personalmente dopo aver visionato una serie di elementi probatori indiscutibili che sono già in nostro possesso. Non tollereremo che il dolore di cui abbiamo grande rispetto della famiglia possa poi diventare minaccia per chi ha operato e fatto il suo dovere. La minaccia non è giustificata dal dolore”.
E in merito al corteo di moto che ha scortato contromano l’auto che trasportava il feretro di Di Gioia davanti al carcere di Bari, il procuratore ha sottolineato che non verranno tollerate nemmeno “manifestazioni come quella che c’è stata al funerale, manifestazioni di una modalità da criminalità organizzata”. Infine, Rossi ha concluso sottolineando l’impegno costante e quotidiano dell’Arma dei Carabinieri sul territorio, motivo che dovrebbe portare la cittadinanza ad “avere maggiore rispetto, perché grazie a loro viviamo in un mondo più sicuro”.




