Il discusso corteo funebre “dal simbolo criminale”, come lo ha definito il sindaco Antonio Decaro, ma non solo: anche il dolore, indiscutibile, per la perdita di una persona cara andata via troppo presto. A una settimana dalla scomparsa di Christian Di Gioia, 27enne barese morto in un incidente stradale nella notte tra il 21 e il 22 giugno, sul luogo della tragedia spuntano cuori e scritte in ricordo della vittima.
“Come volevi tu, per sempre”, si legge su un palloncino a forma di cuore legato a un palo della segnaletica stradale nell’ultimo tratto del ponte che collega via Omodeo a via Caldarola: a pochi metri dalla rotonda, lì dove l’asfalto è ancora segnato dai rilievi effettuati dalla Polizia Locale. E ancora due foto di Christian, una proprio sulla rotonda e l’altra sul palo della segnaletica, dei fiori e altri cuori, ma anche delle maxi lettere a formare la scritta ‘Big Cri’, come lo chiamavano gli amici per via della sua stazza. Grande, appunto, come il dolore che attanaglia chi gli voleva bene.
Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, questa mattina ha ribadito ancora una volta ciò che già dai primi accertamenti aveva certificato anche la Polizia Locale: nessun altro veicolo coinvolto nel sinistro, con “la macchina dei carabinieri assolutamente estranea all’incidente”. Smentita nuovamente, quindi, un’ipotesi sostenuta in maniera particolarmente vivace, anche sui social, da diverse persone. “Smorziamo i toni”, ha detto in proposito il legale della famiglia. Una famiglia che aspetta solo di “sapere la verità”, ha detto l’avvocato.





