“Riapriamo la chiesa di San Martino”. Questo il nome scelto per la campagna di crowdfunding lanciata nelle scorse ore sulla piattaforma GoFundMe dall’APS Martinus di Bari: collettivo di associazioni e privati specializzati nella ricerca storica, restauro architettonico e promozione del territorio che ha intenzione di riaprire stabilmente al pubblico il gioiellino situato in strada Bianchi Dottula, nel cuore di Bari vecchia, recentemente apprezzato anche nella seguitissima fiction Le indagini di Lolita Lobosco e rinato nel 2022 dopo oltre 60 anni di abbandono.
“La chiesa di San Martino è uno dei luoghi storici e religiosi più antichi della città – spiegano dall’APS Martinus – la sua costruzione risalirebbe infatti al IX – X secolo d.C., durante la dominazione bizantina di Bari. Sui resti dei muri perimetrali dell’originaria cappella, probabilmente distrutta in epoca medievale, venne innalzata l’attuale struttura, inglobata infine nell’attuale palazzo Bianchi Dottula che ancora la custodisce. San Martino continuerà a svolgere le funzioni religiose fino ad essere definitivamente chiusa al pubblico negli anni ‘50 del ‘900 inaugurando un lungo periodo di oblio”.
“Un decennio dopo però – continuano dall’associazione -, durante alcuni interventi di consolidamento, venne aperto un profondo varco nella navata che riportò alla luce i sorprendenti affreschi, tombe decorate e i resti murari dell’antico tempio bizantino. Da allora però la chiesa è caduta nel dimenticatoio lasciando secoli di storia sepolti sotto la polvere. Nel 2022, grazie alla disponibilità della famiglia Mitolo, proprietaria dell’edificio, ha avuto inizio il progetto di studio e rifunzionalizzazione della chiesa”. Ora, però, per continuare quel progetto servono soldi.
Molti soldi, in realtà. L’APS Martinus ha quantificato l’esigenza in 70mila euro: l’obiettivo fissato nella campagna di crowdfunding appena partita. “Il contributo che chiediamo servirà a: proseguire gli scavi archeologici per portare alla luce gli ulteriori resti dell’originaria chiesa; consolidare e restaurare i preziosi elementi artistici presenti nella chiesa; mettere in sicurezza gli ambienti, consolidare le strutture e rendere fruibili gli spazi al pubblico per attività culturali; realizzare incontri di promozione e pubblicazioni del progetto”.
Obiettivo finale, però, “è far diventare la chiesa un centro di produzione culturale aperto a tutti – concludono dall’associazione -, un piccolo polo museale, spazio per esposizioni e convegni, ma anche sede di performance teatrali, musicali e artistiche e di programmazione partecipata per le associazioni del territorio col rinnovato nome di ‘Martinus spazio arte tempo’. Soltanto unendo le forze, però, possiamo restituire alla comunità uno spazio identitario della sua millenaria storia culturale, dove promuovere la tutela del patrimonio e far crescere l’individuo e la collettività”.
Oltre alla campagna di crowdfunding (per donare questo è il link di riferimento), più a stretto giro l’APS Martinus ha programmato un’apertura straordinaria della chiesa di San Martino, proprio con l’obiettivo di mettere insieme altro denaro da destinare al progetto: l’appuntamento è fissato a sabato 23 marzo, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. L’ingresso è libero, con contributo destinato al restauro. Le telecamere di Telebari, due anni fa, sono entrate nella chiesa di San Martino proprio grazie all’associazione APS Martinus.







