Il cartello non è passato inosservato agli automobilisti. “Si avvisa le gentile clientela che una volta superata la capacità massima giornaliera di gas metano il distributore dovrà necessariamente chiudere, come richiesto dal nostro fornitore”, con tanto di “scuse per l’inconveniente”. L’avviso è comparso in uno dei pochi distributori di metano di Bari e provincia che ancora mantiene prezzi contenuti: altrove, infatti, la spesa per un pieno è schizzata alle stelle, toccando quasi quota 3 euro al chilo (come raccontiamo qui).
Dove i prezzi sono più alti, gli addetti delle stazioni di servizio avvisano gli utenti dei rincari, con garbo e scrupolo. Ai distributori sulle statali 16 e 100, invece, che stanno riuscendo a mantenere i prezzi ‘calmierati’, i gestori raccontano le difficoltà nel far fronte alla grande richiesta. Il fornitore, infatti, ha imposto una quantità massima di gas metano da vendere al giorno, oltre la quale non si può andare. Addio, dunque, all’orario continuato e al pieno nella fascia serale: sempre più spesso i distributori sono costretti a chiudere alle 18 perché hanno raggiunto il tetto massimo di metano venduto.
I rincari sono tema al centro della campagna elettorale, e oggetto di tantissimi denunce da parte dei privati cittadini e delle attività produttive e commerciali. Telebari ha accolto qualche giorno fa la segnalazione di uno chef, che ha ricevuto una bolletta da 14mila euro: la video intervista qui.







