Non scende dal camino, ma entra dalla porta di un’aula. Non porta doni (per il momento), ma fa lezione di geografia: è Babba Natale, giunta nel plesso ‘Montello’ dell’istituto comprensivo Massari-Galilei di Bari, con tanto di barba bianca e costume rosso. Dietro la barba bianca e il costume rosso si nasconde la simpatica professoressa Giovanna Salemmi (ma non ditelo ai bambini). “Quel giorno avevo portato a scuola l’abito di Babbo Natale, in vista del mercatino del sorriso che annualmente viene organizzato dalla nostra scuola, con tanti giochi natalizi e manufatti creati dai bambini, che si inaugurerà il 15 dicembre”, ci racconta la prof Salemmi. Di lì è partita l’idea: perché non indossare il magico vestito rosso e bianco e trasformare una lezione di geografia in un’avventura? “In un mondo spesso dominato dalla routine, ho pensato di portare la magia del Natale direttamente in classe”. E chi meglio di Babbo Natale può insegnare agli alunni la geografia, con tutti i viaggi che compie ogni anno?
La simpatica trovata della professoressa Salemi riflette la filosofia di tutto l’istituto Massari-Galilei. Non è la prima volta che gli insegnanti usano il gioco come strategia di apprendimento. Ricordiamo le prof che hanno cantato una cover creativa del tormentone estivo ‘Mon Amour’ di Annalisa. “Imparare attraverso il gioco, che procede sul filo delle emozioni, permette di radicare nell’animo dei bambini la conoscenza a 360 gradi che sia culturale e di vita – spiega Giovanna Salemmi – Il legame tra emozioni e apprendimento è evidente, confermando che tutto ciò che resta dentro di noi passa attraverso il filtro dell’interiorità”. Creando un clima sereno e gioioso, ‘Babba Natale’ ha reso l’aula un momento di studio ‘straordinario’. “La lezione ha dimostrato che un approccio positivo e sorridente nella didattica può trasformare l’aula in un luogo di crescita non solo intellettuale ma anche emotiva”, afferma.
Un’occasione di apprendimento non solo per i più piccoli, ma anche per gli stessi insegnanti che in modo ludico riescono a cogliere le reazioni e i caratteri dei propri alunni. “Dopo l’ora di lezione, ho fatto un giro così vestita anche per le classi di prima, chiedendo ai bimbi che stanno imparando a scrivere se si erano impegnati a terminare la loro letterina: è stato un modo per cogliere l’effettivo livello di acquisizione di tutti loro”. Inutile precisare che l’idea della docente ha fatto breccia nei cuori dei piccoli studenti. “Insegnare con un sorriso e un tocco di fantasia non è solo un modo di rendere la didattica più accattivante, ma anche un veicolo per plasmare i giovani in individui ottimisti e positivi. L’apprendimento diventa così un viaggio entusiasmante, dove la magia dell’insegnamento si fonde con la gioia dell’apprendere”, conclude la simpatica professoressa, conosciuta in città anche per il suo impegno politico come consigliera del II Municipio con delega (non a caso) ‘al sorriso’.








