Due ore e mezza, dalle 3.00 alle 5.30, come testimoniano le telecamere installate all’esterno e all’interno della Basilica di San Nicola. In questo lasso di tempo ha agito il ladro che nella notte ha strappato dalle mani del Santo di Myra oggetti molto preziosi, non solo sotto l’aspetto economico. La comunità dei padri domenicani, in una nota, ha ricostruito quanto accaduto. In attesa degli sviluppi che arriveranno nelle prossime ore alla luce dell’indagine portata avanti dalla Polizia.
“Un uomo dall’aspetto giovanile, aiutato molto probabilmente da un complice non visibile nelle telecamere, dopo aver divelto un’inferriata addossata alla torre campanaria e sfondato la porta d’ingresso in largo Abate Elia, si è furtivamente intromesso nel tempio nicolaiano con il preciso intento di svuotare le cassette delle offerte”, spiegano dalla Basilica.
“Nell’impossessarsi delle offerte contenute nella teca trasparente ai piedi della statua di San Nicola – proseguono -, entrato in contatto con la statua del Santo, si è impadronito dell’anello alla mano destra, dell’Evangeliario con le tre sfere sulla mano sinistra e di un medaglione contenente una fiala della Manna. Fortunatamente non è stata trafugata la croce pettorale dono dell’Arcivescovo Mariano Magrassi, di venerabile memoria”.
La comunità dei padri domenicani, scoperto il furto, alle 6.30 del mattino hanno immediatamente avvisato il locale comando dei Carabinieri, l’ufficio volanti della Polizia e il comando della Polizia Locale. “In attesa di conoscere ulteriori sviluppi – spiegano – informiamo i devoti e i pellegrini di San Nicola sparsi nel mondo che la statua del Santo non ha subito eccessivi danni. Quanto prima, però, sarà effettuato un intervento di restauro particolarmente alle mani del Santo. Preghiamo – concludono – perché il Signore, grazie all’intercessione di San Nicola, ascolti la nostra preghiera e moltiplichi i nostri sforzi per la pace e per la carità”.
Da Roma poi, dove è in riunione con il Consiglio permanente della CEI, al lavoro su tematiche delicate quali la tragedia che si sta consumando in Ucraina, arriva anche il commento di Monsignor Giuseppe Satriano. “È triste e doloroso prendere atto che non c’è alcun limite all’oltraggio del sacro – dice l’arcivescovo -. In un contesto già faticoso, in cui la sacralità della vita viene abusata dalla guerra, anche un’immagine simbolica, quale la Basilica del Santo di Myra e la sua Icona più rappresentativa, realtà fortemente identitaria per la comunità barese, viene ferita dalla violenza di alcuni che sembrano aver smarrito qualunque senso del pudore verso l’uomo e del timore verso Dio”.
“Quanto accaduto mi lascia fortemente preoccupato non tanto per gli oggetti e il denaro sottratti, ma per la mancanza di rispetto che si è consumata al cuore della fede dei baresi – aggiunge -. In questo tempo di quaresima, propizio per la conversione dei cuori, invito tutta la comunità cristiana a invocare la misericordia di Dio su chi ha commesso questo atto miserevole e auspico che chi ha operato nell’oscurità della notte possa ravvedersi e restituire quanto trafugato. Avverto urgente, e non più rinviabile, un lavoro serio e sinergico sulla sfida educativa che vada a recuperare valori umani e religiosi fondamentali per la crescita di una società che sia realmente civile”.








