Una storia che inizia nel 1996 e arriva fino al 2023. Nella sera del 28 dicembre gli ex studenti del collegio “Dell’Andro” di Bari si sono ritrovati quasi 30 anni dopo per una rimpatriata, tra ricordi e commozione. Un evento rimandato più volte a causa del Covid ma che finalmente ha visto la luce.
Il nutrito gruppo era composto da cinquantenni che oggi ricoprono ruoli di rilievo, con avvocati, funzionari, docenti e dirigenti di azienda. A metà degli anni ’90 erano degli studenti fuori sede come tanti, assegnati al collegio dall’ADISU (l’Ente per il diritto allo studio) e che si apprestavano a vivere la loro avventura universitaria da Corigliano, Nova Siri, Cariati, Banzi, Tolve, Vulture, dalla provincia di Foggia e da tanti altri paesi lucani, calabresi e pugliesi.
“Ricordo ancora quell’8 gennaio 1996, quando prendemmo possesso delle nostre stanze, peraltro nuovissime, con i materassi ancora nel cellophane. – racconta a Telebari l’avvocato e docente Pasquale De Rosa – Il ‘Dell’Andro’ fu inaugurato quel giorno all’indomani della chiusura della vecchia residenza ex Hotel delle Nazioni. Per me rappresentava l’unica occasione per poter studiare fuori casa con serenità: avevamo un alloggio nella sede dell’Università, un tesserino mensa a costi bassissimi o gratuito se titolari di borsa di studio. E pertanto il sacrificio delle nostre famiglie si completava proprio con l’intervento degli enti per il diritto allo studio, ultimo baluardo di un ascensore sociale ormai in panne.”
Gli ex studenti parlano dell’importanza della condivisione, dell’arricchimento reciproco, della spensieratezza di anni indimenticabili. E soprattutto alcuni di loro sottolineano la riconoscenza nei confronti di famiglie, anche umili, che hanno permesso a questi ragazzi di studiare e affinare le proprie competenze per il futuro.
“Questa reunion ha il sapore di quegli anni di formazione, riscatto sociale, degli affetti di vita e della condivisione di esperienze che sicuramente, al di là dei titoli, ci hanno reso questi persone migliori, e racchiude le sensazioni, gli entusiasmi ma anche le paure di quei ragazzi di un tempo verso una strada incognita che oggi ci è apparsa all’orizzonte”, conclude De Rosa, che da Corigliano Calabro oggi vive a pochi passi dal collegio.






