“Se Milano avesse il mare, sarebbe una piccola Bari”. Quante volte l’avete sentito dire? L’ultima, almeno tra le circostanze documentabili, è stata la sera dello scorso 6 gennaio. A pronunciare questa frase, storpiata in quel dialetto stereotipato che è un po’ la maledizione di tutti i baresi emigrati, è stato Amadeus – fresco reduce da un Sanremo da record, peraltro pieno di pugliesi – durante la puntata speciale di ‘Affari tuoi’ dedicata alla Lotteria Italia, in onda su Rai 1. Ma a scrivere la stessa frase, questa volta sforzandosi anche grammaticalmente di farla risuonare autentica, era stato qualche anno fa addirittura il sindaco di Milano, Beppe Sala. Il primo cittadino milanese si era fatto fotografare davanti all’Idroscalo, il “mare di Milano” (sigh!), taggando in un post su Instagram il suo omologo Antonio Decaro: “Ce Melàne tenève u màre, avèv’a ièsse na piccòla Bbàre”, era la didascalia – o per meglio dire la caption, per usare il gergo dei social – che accompagnava l’immagine. Ne era nato un siparietto comico, col primo cittadino barese che aveva ribattuto: “Ma non era Parigi?”. Perché in effetti il detto originale, dal momento che a noi baresi spesso piace fare i “di più”, riguarda la capitale francese. Perché mai accontentarsi di Milano?

Tralasciamo la geografia e la grandeur in salsa barese e ritorniamo sulle parole di Sala, la massima autorità cittadina meneghina, attualizzandole. Con la sua frase ha in qualche modo sancito, ma forse sarebbe meglio dire ribadito, una verità: lo stretto rapporto esistente tra Bari e Milano. Sono tante le cose che uniscono queste due città, distanti centinaia di chilometri. C’è una storia comune, anche se lontana qualche secolo, che risale al periodo in cui a due duchesse “milanesi” toccò il governo di Bari e altre città vicine. C’è un legame di natura economico-imprenditoriale, testimoniato dalle tante imprese e dai tanti professionisti baresi e pugliesi che a Milano hanno trovato uno sbocco quasi naturale per i loro commerci o le loro attività. C’è, ed è la dimensione forse più evidente oggi, un legame a livello enogastronomico, come testimoniano gli odori che fuoriescono dai tanti locali che, all’ombra della Madonnina, propongono specialità tipiche pugliesi.
Dietro tutto questo – la storia, le imprese, i locali – ci sono però soprattutto le persone: i baresi e pugliesi che si sono trasferiti a Milano per scelta o per necessità, con il loro carico di sogni, speranze, passioni, competenze, ma anche paure, nostalgie, malinconie, forse rimpianti. Siamo – e lo dico perché in questo popolo di emigrati figuro anch’io – davvero tanti. “È pur sempre la città italiana con più pugliesi, dopo Bari”, aveva scritto Decaro nel breve botta e risposta con Sala citato prima. Ecco: in questa rubrica racconteremo le storie di alcune di queste persone che, partite “da giù”, hanno realizzato qualcosa di importante a Milano. E poi esploreremo i variegati aspetti di questo legame tra Milano e Bari, raccontando curiosità più e meno note e mettendo insieme di tutto un po’. Proporremo suggestioni, confronti tra le due città, ripercorreremo in parallelo gli eventi che ne hanno segnato l’evoluzione e ci interrogheremo sul loro futuro, ne indagheremo i misteri e le leggende, riapriremo antiche ferite. Sarà un viaggio tra passato, presente e futuro. E chissà se alla fine, dopo aver raccolto tanti elementi e ascoltato diversi racconti, riusciremo a stabilire se davvero, se solo avesse il mare, Milano sarebbe una piccola Bari.
P.s. per i lettori di Telebari: sarebbe bello se questa rubrica la facessimo insieme, in maniera collaborativa. Se avete storie da proporre che riguardino baresi o pugliesi emigrati a Milano (ma anche in altre città), potete scrivere all’indirizzo mail redazione@telebari.it , specificando nell’oggetto il nome della rubrica ‘Se Milano avesse il mare’, o contattarci tramite Messenger.







