Sono partiti alle prime ore dell’alba i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, per portare la protesta dal capoluogo ionico anche a Bari. I lavoratori chiedono chiarezza sul loro futuro e su quello dello stabilimento, su cui pende la sentenza della Corte d’Appello di Milano che a luglio scorso ha ordinato la sospensione dell’area a caldo entro 90 giorni (il 20 ottobre deciderà la Cassazione). Nonostante il decreto-legge approvato dal Governo, le proteste dei lavoratori non si sono fermate e, dopo tre giorni e tre notti all’esterno del sito siderurgico, sono arrivate a Bari: sul lungomare, con un sit-in organizzato all’esterno del Palazzo della Presidenza della Regione Puglia.
Il governatore Antonio Decaro, quindi, ha incontrato i rappresentanti delle sigle sindacati (Fiom, Film Cisl, Uilm, Usb, Ugl) che hanno dato vita alla manifestazione insieme all’assessore regionale allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio. “Ho chiamato tutte le forze politiche del consiglio regionale che incontreranno i vostri rappresentanti sindacali – ha detto Decaro, parlando ai lavoratori prima della riunione – per continuare a fare proposte in questa interlocuzione con il Governo perché dobbiamo tutelare lavoratori e posti di lavoro. Quello che accade a Taranto ha un riscontro sul resto della nostra regione e anche in Italia e in Europa. È importante ribadire al Governo che c’è un tema legato ad un’attività produttiva che a valle vede la possibilità di garantire altre attività produttive”.






