Una protesta ‘democratica’ e ‘civile’, non per alzare muri ma per stimolare il miglioramento verso un servizio ‘d’eccellenza’. La definiscono così i genitori della Biagio Grimaldi del quartiere San Paolo, che per la prima volta giovedì 11 gennaio hanno prelevato in anticipo i bambini da scuola, per lanciare un segnale forte sullo scarso gradimento del servizio di mensa scolastica. Da giorni, infatti, è esplosa la polemica dei genitori baresi dopo la somministrazione di un ‘merluzzo nero e maleodorante’ nel pasto. Una valanga di dissenso, che ha costretto il Comune di Bari a convocare l’azienda appaltatrice del servizio mensa, Ladisa, e a concordare una serie di modifiche al menù, a partire dalla sostituzione del pesce incriminato con un più classico filetto di merluzzo.
Le rassicurazioni, però, non hanno spento la protesta. In tanti istituti i rappresentanti delle commissioni mensa dei genitori hanno incontrato i dirigenti scolastici, per chiedere iniziative incisive. Al San Paolo è stata messa in campo una forma di protesta più eclatante e fortemente simbolica. “In molte classi i genitori hanno ritirato i propri figli prima del pasto, scrivendo nelle motivazioni proprio ‘Insoddisfazione per il servizio mensa’ – racconta Rosa Laudadio, rappresentante del gruppo assaggio della Biagio Grimaldi – Una sezione ha aderito compatta e sappiamo anche che in altri plessi della città si sta organizzando la stessa forma di mobilitazione”. La mamma ci tiene però a precisare. “Abbiamo voluto dare uno scossone ma non vogliamo fare la guerra a nessuno – sottolinea – perché se Ladisa ha vinto un appalto, significa che ha primeggiato. Quindi come gruppo di assaggio vogliamo aiutare l’azienda a fornire un servizio di eccellenza, non vogliamo si alzi un muro di vergogna anche nel rispetto delle tante persone che lavorano in quella azienda”.
Intanto, però, i genitori riferiscono che troppi bimbi non mangiano nulla. In una scuola di Poggiofranco una mamma ha chiesto informalmente alla preside di potere rinunciare alla mensa e portare il cibo da casa, ma senza riscontro. “Bisogna mettere sulle tavole dei bambini cibo anche esteticamente gradevole, altrimenti i piccoli non assaggiano neppure – è l’appello di Rosa Laudadio – Capiamo le tabelle nutrizionali stilate dagli esperti, ma di fronte al digiuno totale tutte le curve di crescita si fermano”. I genitori della Biagio Grimaldi si dicono desiderosi “di camminare insieme a Comune e Ladisa, tutti in campo sulla stessa fila per migliorare il servizio – conclude Rosa Laudadio – e lanciamo un appello alla collaborazione, perché stiamo assistendo a mortificazione e tristezza di tante mamme, che si sentono perfino in colpa di lasciare i bimbi al tempo pieno per la questione mensa. Una cosa inaccettabile nel 2024”.
Venerdì mattina, 12 gennaio, all’ingresso della scuola i genitori incontreranno i rappresentanti del III Municipio: nel quartiere è partita anche una petizione – spiegano – e altre scuole organizzano lo ‘sciopero’. Nel video servizio di Roberto Maggi l’intervista alla presidente della Giunta Mensa, Marilena Filuppucci.






