Nuovo appuntamento con la rubrica di Telebari ‘Se Milano avesse il mare’, per raccontarvi il legame tra le due città e tante storie di ‘emigrati’ baresi nel mondo. Se avete segnalazioni, potete scrivere all’indirizzo mail redazione@telebari.it , specificando nell’oggetto il nome della rubrica ‘Se Milano avesse il mare’, o contattarci tramite Messenger.
È la Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi di Milano Bicocca (la quarta università pubblica milanese oltre alla Statale, al Politecnico e all’Accademia di Belle arti di Brera). Ed è anche la prima donna nella storia a presiedere la Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. Segni particolari? “La generosità e la caparbietà” tipiche della sua terra d’origine, la Puglia. Da Lucera, dove è nata nel febbraio del 1970, Giovanna Iannantuoni ne ha fatta di strada. Arrivata a Milano a cavallo dei primi anni Novanta per studiare Economia alla Bocconi, ha poi viaggiato molto per lavoro: un dottorato in Belgio, poi Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna, sempre per incarichi in università prestigiose come Cambridge. Ritornata nel capoluogo lombardo, ha lentamente scalato le gerarchie, fino a essere nominata Rettrice della Bicocca nel 2019. E nel 2023, infine, è arrivata la nomina alla guida della Crui, un’istituzione che dalla sua nascita, nel 1963, non era mai stata presieduta da una donna (come l’Università Statale di Milano, dove da pochissimo è stata nominata Rettrice la milanesissima Marina Brambilla).
Nonostante viva ormai da anni lontana dalla sua terra d’origine, la rettrice Iannantuoni non ha mai dimenticato Foggia e la Puglia. E la Puglia” l’ha premiata anche per questo: nel 2019 ha infatti ricevuto dall’Associazione regionale pugliesi di Milano – una meritoria istituzione con oltre un secolo di vita, della cui storia sicuramente torneremo a parlare in questa rubrica – il premio “Ambasciatori di terre di Puglia”. Alla sua regione, in particolare alle campagne della Capitanata, la rettrice ha dedicato le ultime righe della breve intervista che potete leggere a seguire. Regalandoci alcuni suoi ricordi, raccontati in modo così lirico da sembrare quasi una di quelle elegie della vita agreste degli antichi poeti latini.
Rettrice, cosa l’ha spinta ad andare via dalla Puglia per studiare? E perché ha scelto proprio Milano?
“Ho sempre creduto che la contaminazione, lo scambio, la curiosità siano alla base della crescita professionale e umana di ciascuno di noi. A Milano mi son trasferita per studiare Economia, ma poi ho viaggiato molto per lavoro. Tutte esperienze che mi hanno arricchita”.
È stata una decisione sofferta? Ha mai avuto ripensamenti o addirittura rimpianti?
“Sono molto legata a Foggia e alla Puglia in generale. Lasciare la mia città e la mia famiglia per studiare non è stato facile, ma come dicevo prima è importante fare esperienze anche fuori dalla propria terra”.
È arrivata a Milano nei primi anni Novanta, nel periodo di Tangentopoli e della prima Lega, quella delle pulsioni secessioniste. Che città ha trovato, per quanto riguarda l’accoglienza dei meridionali e riguardo anche il trattamento degli studenti?
“Ho frequentato l’università a Milano negli anni Novanta e fin da subito ho pensato che fosse una città bella, attiva e accogliente. Per me, come per gli altri studenti, era una fonte inesauribile di idee, di confronto e di possibilità”.
Dopo un periodo all’estero è poi tornata a Milano nel 2006: in questi 18 anni di assenza, come è cambiata la città, rispetto ai due temi citati in precedenza e anche in generale? Milano è oggi una città accogliente?
“Milano è sempre stata una città dinamica e di grandi cambiamenti, una città di trasformazioni e di opportunità. Anche per questo ha sempre avuto una grande forza attrattiva per gli studenti e per i professionisti. La forza e la bellezza di Milano in questo non sono cambiate negli anni: Milano, oggi come 18 anni fa, resta una città accogliente, e nella quale potersi realizzare”.
L’incremento del costo degli affitti e, in generale, il carovita a Milano rischiano di allontanare gli studenti dal capoluogo lombardo?
“L’altra faccia della crescita della città è purtroppo il costo della vita. Penso però che Milano non debba perdere il suo grande motore, il suo vero Dna: la generosità. Nel senso che tutti possono vivere, condividere e crescere insieme, e su questo le università possono essere un importante esempio. Il supporto agli studenti con difficoltà economiche è un tema sempre più rilevante e che affrontiamo quotidianamente”.
Lei è la prima donna presidente della Crui, e dal 2012 è anche mamma. Si incrociano due temi: la valorizzazione delle donne sul lavoro, e il sostegno di cui necessitano le madri lavoratrici: come si pone Milano, che è ritenuta a torto o a ragione all’avanguardia per molti aspetti, rispetto a questi due temi? Crede che altrove – non solo in Puglia ma anche in altre città d’Italia – sarebbe riuscita a fare la carriera che ha fatto?
“Guardi, è la determinazione a fare la differenza. Ci sono donne che hanno portato avanti una carriera brillante al Nord come nel Sud Italia: sono le idee e la preparazione a fare la differenza”.
Quali tratti di “pugliesità” sente di conservare, se ce ne sono?
“La generosità e la caparbietà”.
Cosa le manca, se c’è qualcosa che le manca, della Puglia?
“Le passeggiate tra gli alberi carichi di olive, il profumo che dai frantoi avvolgeva le strade, il rumore della molitura. Spesso ripenso a quei giorni. Ero una bambina e mio nonno mi portava per mano a conoscere la nostra storia, le nostre radici. Camminavamo tra le campagne della Capitanata con il sole ancora caldo e il cielo terso, nonostante fosse novembre. Ricordo la gente della mia terra raccogliere con orgoglio le olive dalle proprie piante. Si aiutavano con le pertiche, degli scuotitori di olive, e poi portavano tutto nei frantoi a pietra. Io mi fermavo ai piedi degli alberi e davo il mio piccolo contributo alla raccolta. Per me era un viaggio tra i colori, i suoni e i profumi della mia terra. A mia figlia Chiara parlo sempre delle mie origini, le descrivo con emozione quei luoghi dove ho trascorso, insieme ai miei genitori e a mio fratello, parte della mia vita. E le ricordo sempre che le radici sono fondamentali per costruire il proprio futuro”.







